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Auto elettriche meno care delle endotermiche dal 2027

Lo dice una previsione di Bloomberg basata su diversi parametri

auto-elettrica

Le vetture a batteria costano troppo, per questo non c’è il boom in Italia e in Europa. Ma adesso c’è una previsione di Bloomberg che lascia ben sperare: auto elettriche meno care delle endotermiche dal 2027, nel Vecchio Continente.

Sta tutto scritto nel rapporto del Bnef (Bloomberg New Energy Finance). Fatto da chi? Da un pool di ricercatori in collaborazione con l’associazione ambientalista Transport & Environment. Merito di più fattori:

  • politiche ambientali comunitarie,
  • strategie delle Case,
  • decrescita dei costi delle batterie.

Il cuore della questione è il costo delle batterie, espresso in dollari per kWh. Oggi siamo a 137 dollari. Dobbiamo scendere a 100 dollari.

I listini medi delle batterie sono scesi dell’89% nell’ultimo decennio, e del 13% nel solo 2020. I prezzi medi per kWh diminuiranno del 50% dal 2020 al 2030; poi 58 dollari per kWh entro 2030.

E perché? Grazie a una diversa composizione chimica, a metodi di produzione differenti, alla migliore progettazione delle celle. In più, si moltiplicheranno, in Europa, le gigafactory dedicate alla fabbricazione degli accumulatori. 

Non solo: per Bloomberg, ci saranno 4,3 milioni di veicoli ricaricabili entro il 2025, con una quota mercato del 28%: le elettriche saranno oltre la metà di quelle auto alla spina. Entro il 2030, le auto elettriche supereranno il 50% delle quote di mercato. 

auto elettrica

Divisione fra Nord e Sud Europa in fatto di mobilità

Ovviamente, serviranno incentivi, sotto forma di agevolazioni e bonus, da parte dei governi nazionali. E qui l’Italia cade malissimo, visto che nel Piano Draghi non c’è un euro di incentivo elettrico, ma Bloomberg lo avrà tenuto in considerazione.

Attenzione alla spaccatura fra Nord e Sud Europa: la diffusione maggiore è prevista nel Settentrione dell’Europa, dove la fetta di mercato è già oltre il 10% e l’incentivazione è più forte. Meridione in ritardo.

Servirà anche un potenziamento dei servizi, e in particolare della rete di ricarica. Nel Piano Draghi c’è, anche se la situazione dell’Italia è pessima oggi con solo 2,7 punti di ricarica ogni 100 km di strade.

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