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Stellantis Melfi: “Allargare produzione ad altri marchi” la proposta

Dal consigliere regionale Polese di Italia Viva alcuni suggerimenti per il sito produttivo lucano.

Stellantis

Secondo il Ceo di Stellantis, Carlos Tavares gli stabilimenti italiani hanno costi troppo elevati e da contenere. Per questo da tempo si parla di politica dei tagli come nuova via intrapresa da Stellantis. 

Ed anche Melfi, con il suo stabilimento ex FCA vive un periodo tribolato, con l’ipotesi di tagliare una intera linea produttiva. Ieri sulla situazione dello stabilimento che oggi si chiama Stellantis, a seguito della fusione tra PSA ed FCA, c’è stato un consiglio Regionale proprio in Basilicata. 

E vanno registrate le parole del consigliere renziano Polese, che oltre a sottolineare tutte le problematiche specifiche del sito produttivo in località San Nicola di Melfi, arriva a proporre soluzioni per uscire da molti dei problemi che potrebbero sopraggiungere se i vertici di Stellantis passeranno dalle parole ai fatti, riducendo la produzione dello stabilimento come anche il recente ricorso alla Cassa integrazione dimostra. 

Italia Viva dalla parte degli operai

In Regione Basilicata è stato aperto un tavolo tecnico proprio relativo alla questione dello stabilimento Stellantis. Naturalmente la Regione non è certo l’organo decisivo per dirimere le problematiche, ma essendo sul territorio è evidente che sia l’organo amministrativo che più ha il termometro della situazione. 

Da Italia Viva l’esito del Consiglio Regionale con le dichiarazioni e i suggerimenti di Polese sono stati riportati in una nota ufficiale. Nella nota si rimarca il lavoro che Italia Viva sta facendo sia in Basilicata che a livello parlamentare. Infatti proprio Italia Viva ha chiesto da tempo al governo italiano di entrare a piedi uniti nella vicenda specifica dello stabilimento Lucano. 

Proprio Polese, con il suo collega Braia hanno prodotto una interrogazione in Consiglio Regionale che poi è stata replicata in Parlamento dall’onorevole Sara Moretto. Movimento questo fatto da Italia Viva che ha mosso le acque producendo l’apertura da parte del ministro Giorgetti a prendere un impegno a favore della Basilicata e dello stabilimento di Melfi.

Perché non allargare ad altri marchi la produzione di Melfi?

Per la Basilicata lo stabilimento di località San Nicola a Melfi con tutto l’indotto è di importanza capitale.

Quello di Stellantis è di gran lunga il più grande stabilimento produttivo della Basilicata, fondamentale per l’intero Pil lucano. Da qui il continuo parlare sulle questioni che lo riguardano.

Come si legge nella nota, dopo i considerevoli incentivi che lo Stato ha dato nei primi anni 90 alla Fiat affinché creasse l’area industriale del settore Automotive, adesso è necessario che di nuovo lo Stato intervenga a tutela di tutti i lavoratori ma non con la cassa integrazione, ma tutelando i livelli occupazionali.

Questo ciò che tutta la politica chiede e ciò che chiede anche Italia Viva che conferma però le sensazioni che molti hanno riguardo a quella che viene chiamata fusione tra PSA ed FCA.

“ Quella di Stellantis non è una fusione. Si tratta in realtà di una acquisizione del gruppo italiano seppur quasi alla pari da parte del gruppo francese. E non voglio essere allarmista ma la storia ha sempre dimostrato che questo tipo di operazioni aziendali lasciano sempre qualcosa per strada. Per questo bisogna tenere alta l’attenzione”, questo l’allarme che si legge nella nota di Italia Viva.

A dimostrazione di questo secondo Polese il fatto che su Tavares si può dire la stessa cosa di Marchionne. Infatti come per quest’ultimo ai tempi della acquisizione di Chrysler da parte della Fiat, che era CEO sia di Fiat che di FCA, adesso Tavare oltre ad essere Amministratore delegato di Stellantis, resta ancora AD di Peugeot. In pratica il bastone del comando lo hanno i francesi e dal momento che indotto compreso, l’organizzazione del lavoro francese è diversa da quella italiana, sarà più probabile che siano gli italiani ad adeguarsi ai francesi e non il contrario.

I suggerimenti di Italia Viva

“Una delle differenze più importanti riguarda il sistema dell’indotto, che pure nella zona di Melfi ha importanza strategica. Mentre in Italia tutto il sistema è frastagliato tra piccole e medio imprese in Francia vive tutto in una grande azienda. Ciò significa che sul piano dell’organizzazione del lavoro ci saranno novità per quanto ci riguarda perché le nostre aziende dovranno trovare il modo di recuperare competitività. In tutto questo, bene hanno fatto le organizzazioni sindacali ad aprire un tavolo per capire le reali intenzioni della multinazionale e del suo management ma si dovrà attendere l’incontro che avranno con Draghi. Che non potrà essere immediato: bisogna aspettare la presentazione del Piano industriale di Stellantis che a quanto si sa non sarà presentato prima della fine del 2021 e inizio del 2022”, questo si legge nella nota che mette in risalto le differenze tra Francia e Italia oltre alle problematiche relative ad un piano industriale ancora lontano dall’essere predisposto.

Proprio sul piano industriale Polese si spinge a proporre alcune soluzioni, dal momento che non basta solo produrre auto, ma serve che le auto vengano vendute.

Il mercato è uno dei nodi di tutta la situazione, perché “a Melfi si possono produrre 450 mila vetture  all’anno ma per poterle realizzare ci vogliono due fattori. Il primo è che nel Piano industriale di Stellantis sia prevista una produzione tale e poi che le macchine prodotte a Melfi qualcuno se le compri e quindi servono prodotti o meglio macchine che abbiamo mercato”.

Ecco perché Italia Viva nella sua nota propone ai vertici aziendali di passare a produrre più tipologie di auto, magari allargandosi  anche alla Peugeout 3008 o la Citroen C4, anche perché pare che si lavori sullo stesso pianale della Jeep Compass. In pratica si suggerisce di aumentare i modelli prodotti a Melfi superando di fatto il binomio Jeep Renegade e Compass .

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