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Stellantis Melfi: l’esito dell’incontro, le conclusioni e la nota dei sindacati

Cosa è emerso nell’incontro del 15 aprile sulle problematiche degli stabilimenti italiani.

Stellantis Mirafiori

 

Alla fine del summit di ieri tra i rappresentanti di Stellantis e i rappresentanti dei lavoratori esce fuori l’impegno a proseguire il confronto con altri incontri già a maggio. E poi, linea comune per ridurre gli sprechi, ma senza ridurre i posti di lavoro.

E ancora, richiesta al governo di aprire in tavolo sul settore Automotive. Sono queste per grandi linee le cose emerse ieri nel doppio summit sulla situazione degli stabilimenti italiani di Stellantis in generale e su quella dello stabilimento di San Nicola di Melfi in Basilicata. A margine dell’incontro la fiducia dei sindacati è sembrata evidente, anche se i punti da chiarire andranno approfonditi.

Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri, sono tutte sigle sindacali presenti ieri a Torino a difendere le istanze dei lavoratori ed a margine del summit sono usciti con una nota congiunta che è stata diramata dalla stampa sui quotidiani locali e nazionali come per esempio sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”. Noi di ClubAlfa ne riportiamo uno spaccato con i punti salienti.

Cosa è successo ieri a Torino al tavolo Stellantis-sindacati

“Stellantis ha affermato di non avere intenzione di ridurre la capacità produttiva in tutto il Paese e a Melfi, ma piuttosto immagina azioni finalizzate a fronteggiare il forte calo della domanda di mercato. Tuttavia

non ha fugato tutti i nostri dubbi e timori, che approfondiremo nei prossimi confronti sia a livello locale sia nazionale”, questa l’affermazione che Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri hanno rilasciato unitariamente nella loro nota congiunta.

Continua la preoccupazione sulla occupazione

Nell’incontro si è parlato della situazione generale degli stabilimenti italiani del gruppo, perché ovunque il ritorno all’utilizzo della cassa integrazione massiccia è interpretata come un anticipo di eventuali esuberi di lavoratori. E restano ancora da approfondire le linee guida che i vertici aziendali hanno in mente di adottare per perseguire la riduzione dei costi di produzione delle fabbriche italiane che l’Amministratore delegato del Gruppo, Carlos Tavares, fin dalla sua prima visita nel Bel Paese ha evidenziato.

“La richiesta sindacale è stata, per tutte le realtà italiane e in particolare dalle preoccupazioni su Melfi di cessare la gestione unilaterale a cui stiamo assistendo in queste settimane, di scongiurare il ridimensionamento delle capacità produttive o operazioni che producano impatti occupazionali inaccettabili anche nell’indotto. Piuttosto chiediamo un confronto sul piano industriale in vigore e sulle nuove strategie vista la situazione difficile di tutto il settore. Lo stesso confronto costante dovrà tenersi sui luoghi di lavoro, affinché i recuperi sui costi non abbiano impatti negativi sui lavoratori”, così le parti sociali continuano a chiedere di essere messe nelle condizioni di conoscere anticipatamente le intenzioni dei vertici aziendali in modo tale da rendere edotti anche i lavoratori.  “La Direzione aziendale ci ha ribadito che è in corso la realizzazione del piano industriale presentato due anni fa e ha manifestato la volontà di condividere il nuovo piano man mano che prenderà forma”, questo ciò che si legge nella nota delle parti sociali che sembra abbiano ottenuto dai vertici societari una apertura al loro coinvolgimento nelle azioni da intraprendere, soprattutto quelle con ricaduta sui livelli occupazionali. Tutto ciò che è emerso verrà reso di dominio pubblico agli operai, con i sindacati che hanno preso l’impegno di informare sul posto i lavoratori di tutti gli stabilimenti nei prossimi giorni.

Le relazioni con i sindacati salvarono Fiat e sono necessarie anche adesso

Ciò che si evidenzia quindi, almeno da parte dei rappresentanti dei lavoratori è che anche  taglio dei costi di produzione deve passare dal confronto con i sindacati. Un confronto che già in passato è stato propedeutico al superamento di situazioni di crisi come quelle che anni fa misero a rischio la Fiat.

Eloquenti in questo senso le parole di Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm e responsabile, per  sindacato, del settore auto. Parole che il sindacalista ha lasciato al termine del summit a Torino e pubblicate dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

“Speriamo di poter realizzare relazioni costruttive, come quelle che contribuirono a salvare la Fiat. I prossimi mesi saranno decisivi. La Direzione aziendale si è detta pronta a confrontarsi in fabbrica sulle azioni di recupero dei costi e ci ha dichiarato che non pensa a riduzioni strutturali della capacità produttiva nel Paese in generale o a Melfi in particolare, ma non ha ancora fugato tutti i nostri dubbi e timori”, queste le parole di Gianluca Ficco, che parla di dubbi ancora latenti. Ma Ficco arriva anche a confermare i suggerimenti che i sindacati tutti hanno dato ai vertici aziendali su come dirimere le questioni sospese.

“Abbiamo ribadito che ci opporremmo a ridimensionamenti strutturali della capacità produttiva e a processi di riorganizzazione che dovessero provocare licenziamenti o contraccolpi socialmente inaccettabili sul territorio. Crediamo che le azioni di recupero dei costi debbano essere oggetto di confronto in sede aziendale e che debbano essere perseguite con la riduzione degli sprechi e della complessità di prodotto e di processo, non certo arretrando sul piano delle condizioni di lavoro, a iniziare da salute e sicurezza”, questi i suggerimenti della Uilm che indica la via maestra per ridurre gli sprechi, una via che non può passare da tagli di personale e riduzione dell’organico.

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