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Bizzarri incentivi auto in Italia: spostano le quote fra diversi canali di mercato

Gli ecobonus non rilanciano le vendite: contenengono le perdite su livelli appena più bassi: lo dice dichiara Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

incentivi auto in italia

C’è una voce fuori dal coro, che si distingue, è quella di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia. Cosa dice? È la prima volta che un sostegno statale all’acquisto di automobili non porta volumi aggiuntivi: questo l’attacco. Ma allora, cosa portano gli incentivi auto in Italia? Semplicemente uno spostamento di quote fra i diversi canali di mercato.

Un confronto col passato. Nelle precedenti tornate di bonus, spiega Saladino, le risorse economiche messe a disposizione avevano consentito:

  1. un forte incremento delle vendite,
  2. uno svecchiamento del parco circolante
  3. un rilancio dell’intera economia del Paese.

Vediamo il futuro. Incentivi auto in Italia: immaginiamo che l’allocazione dei fondi continuerà a premiare in modo così sbilanciato una fascia di vetture accessibile ai pochi che se le possono permettere: elettriche costose. Allora, il grosso del mercato soffrirà una situazione difficilissima. Risultato: avremo poche possibilità di superare anche quest’anno senza pesanti perdite.

Ma è la revisione della fiscalità sull’auto la grande assente, prosegue Saladino. In buona sostanza, le tasse picchiano duro sulla macchina aziendale. Oggi più di ieri. Perché le tasse non si sono parametrate ai nuovi cicli di omologazione. Un paradosso: servono meno tasse, arrivano invece più imposte.

Attenzione anche a monitorare i privati. A marzo, il canale delle famiglie riesce a contenere le perdite sfiorando il pareggio con lo stesso mese del 2019 (-1,44%%, pari a circa 1.500 targhe in meno). Raggiungendo una market share del 65% (+6 punti rispetto al 2019). Avrebbero potuto essere di più. Molti privati si stanno rivolgendo al mercato delle km zero. Oppure al mercato delle importazioni parallele: mercati esteri. Perché? C’è il prodotto “giusto” al target più ampio possibile di acquirenti.

Ricordiamo che le km 0 sono auto usate: un primo titolare è la concessionaria. Chi compra fa un affare, perché il prezzo è bassissimo. Tuttavia, qualcosa a livello di valore residuo va poi tolto al momento dell’eventuale rivendita.

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