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Peugeot 404: l’auto personale di Enzo Ferrari

Il Commendatore aveva una certa simpatia per la Peugeot 404, che usava spesso.

Un'auto che piaceva ad Enzo Ferrari

Enzo Ferrari, noto in tutto il mondo per le sue auto da sogno, viaggiava spesso in Peugeot 404. Questo era il modello della casa francese usato in modo più ricorrente dal Drake, che nel tempo si è mosso con una certa frequenza su diverse vetture del leone transalpino.

Una scelta legata in parte all’apprezzamento del marchio, in parte al desiderio di stuzzicare i soci della Fiat, che amava provocare in questo modo simpatico. Era il suo stile, e non nessuno osava fargli delle osservazioni. Del resto, stiamo parlando di un mito, di un personaggio unico e carismatico che merita solo rispetto.

Alcuni degli aneddoti legati a questo rapporto vengono raccontati in un’intervista con annesso video del Club Storico Peugeot Italia, che ha per protagonista Dino Tagliazucchi, autista personale di Enzo Ferrari.

L’esemplare usato personalmente dal Drake

La Peugeot 404 berlina al servizio del Commendatore era di colore grigio metallizzato, con interni in pelle beige. Sull’esemplare erano state eseguite delle modifiche ad hoc, come l’introduzione del pomello del cambio e del volante Nardi, tipico delle sportive del tempo. Il rapporto con la casa francese fu spinto anche dalla stima che Enzo Ferrari aveva per Pininfarina, autore dello stile delle sue auto, come di quelle del “cavallino rampante”.

Una Peugeot 404, questa volta in versione Break, era in servizio presso la Squadra Corse della casa di Maranello, per l’assistenza in pista. Una prova ulteriore della simpatia che il grande personaggio modenese aveva per il brand d’oltralpe. Il feeling si concretizzò nell’uso, in epoca successiva, di alcune 504, Berlina e Coupé. Riavvolgiamo però il nastro del tempo, per tornare alla Peugeot 404.

Storia della Peugeot 404 in pillole

Peugeot 404
Auto versatile

L’auto fece il suo debutto internazionale in società nel mese di aprile del 1960, quando fu svelata al pubblico alle porte del centro di produzione di Sochaux. Il suo design, come già evidenziato, portava la firma di Pininfarina: un nome che non ha certo bisogno di presentazioni. Nata come erede della precedente 403, venne interpretata in più versioni: berlina, coupé, cabriolet, station wagon a 7/8 posti, pick-up e furgonette. Quest’ultima sarebbe la declinazione commerciale a 2 posti secchi, con ampio vano di carico.

Disponibile sia a benzina che a gasolio, la Peugeot 404 sfoggiava una linea filante e moderna. Dalla sua un grande comfort e un’altrettanto grande affidabilità. Cuore pulsante del modello a benzina era un motore di 1.618 cm3 di cilindrata, con potenze da 64 a 115 cavalli, mentre il diesel di 1.948 cm3 sviluppava appena 45 cavalli, regalando però una resistenza da mulo. La produzione della Peugeot 404 andò avanti fino al 1975 in Europa, mentre la versione pick-up arrivò addirittura fino ad ottobre 1978. Da quest’auto prese forma anche una variante ambulanza, a riprova della sua estrema versatilità.

Auto di grande successo commerciale

Peugeot 404
Tante versioni

In totale, il modello della casa francese fu venduto in 2.885.377 esemplari, di cui 1.672.395 con carrozzeria berlina, 10.387 cabriolet, 6.837 coupé ed il restante diviso tra pick-up e cabinati, commerciali e familiari. Appropriato, quindi, dire che l’accoglienza di mercato fu calorosa. I clienti ne apprezzavano le doti, convincenti su molti fronti.

La Peugeot 404 si concesse anche alcune digressioni sportive, dall’esito talvolta felice, come all’East African Safari, dove nel 1961 ottenne il 1°, 3° e 4° posto nella categoria sotto i due litri di cilindrata. L’anno dopo, nella stessa sfida, Peugeot fu prima nella classifica a squadre e seconda in classifica generale. La consacrazione avvenne l’anno seguente, nel 1963, quando la 404 di Cliff e Nowicki centrò il successo assoluto all’East African Safari. Risultato al vertice ripetuto nel 1966, 1967 e 1968. In Sudamerica, invece, la Peugeot 404 vinse il Grand Prix d’Argentina nel 1963 e nel 1965. Enzo Ferrari non scelse però il modello per le sue imprese agonistiche, anche se i suoi aspetti dinamici lo convincevano, ed è tutto dire.

Foto | Peugeot

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