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Stellantis Melfi: arriva la voce degli operai, anche i sindacati nel mirino

La situazione nello stabilimento ex FCA di Melfi non è rosea e alcuni operai protestano anche contro i sindacati.

Stabilimento Betim 15 milioni trasmissioni prodotte
20210212 -Betim - MG - STELLANTIS - 15 Milhões de Transmissões Produzidas - Foto Leo Lara/Studio Cerri

Dopo le prese di posizione dei sindacati che hanno chiesto un confronto con i vertici di Stellantis e con le autorità nazionali e locali, arrivano altre polemiche dalla Basilicata e dallo stabilimento del gruppo Stellantis a Melfi. Stavolta la voce è degli operai, che lamentano il negativo evolversi della situazione, contestando anche l’operato dei sindacati non solo in questa fase e dopo la fusione tra PSA ed FCA, ma anche negli anni precedenti.

Il problema oltre all’estensione dell’utilizzo della cassa integrazione che è stata portata fino al 2 maggio prossimo, è quello di cui da tempo si parla, cioè la questione dei 1.500 esuberi e la paventata ipotesi di chiudere nello stabilimento di Melfi, una linea di produzione.

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Su diversi media locali è stata data risonanza ad una protesta di alcuni operai dello stabilimento lucano dell’ex FCA.

“In questi anni chi ci rappresenta ha fatto i propri interessi, ha usato i nostri diritti per trattare con l’azienda. E mentre loro qualche vantaggio l’hanno ottenuto, siamo noi a romperci la schiena sulla linea”, questo il punto cardine della protesta che chiama dentro anche i rappresentanti sindacali colpevoli a detta di questi operai, di non aver fatto gli interessi dei lavoratori ma di aver spuntato solo vantaggi per le loro sigle sindacali.

Anche se non c’è nulla di ufficiale, la semplice ipotesi di chiudere una linea di produzione a Melfi mette agitazione tra i lavoratori dello stabilimento Stellantis. La chiusura di questa linea produttiva, stando alle ipotesi che ripetiamo, non trovano ancora alcuna conferma ufficiale, dovrebbe arrivare presto, cioè per la prossima estate. Nel frattempo si continua con gli ammortizzatori sociali e si deve fare i conti con i 1.500 esuberi di cui si parla da mesi ormai.

La denuncia dei lavoratori

“Ci troviamo a denunciare un sistema clientelare e opportunistico da parte dei nostri rappresentanti in azienda e dei segretari”, questo ciò che gli operai lamentano come si legge sul sito “Basilicata.24.it”, a cui propri gli operai hanno scritto.

“Quando siamo passati sotto Stellantis nessuno ha fiatato, dopo 2 mesi, cioè oggi, i nostri rappresentanti parlano di procedure di raffreddamento e di possibile sciopero” questa l’accusa che gli operai fanno ai sindacati rei di non aver affrontato immediatamente il problema del post fusione. In discussione il ruolo delle parti sociali, perché secondo i lavoratori adesso “facciamo lo sciopero, ma poi quando dovremo trattare le condizioni non mandiamo loro, ci andiamo noi che stiamo ai cancelli e sulla linea”.

I lavoratori non fanno nomi e non indicano solo una sigla sindacale come obbiettivo di quello che sembra a tutti gli effetti un attacco frontale. Sono i sindacati intesi in linea generale quelli che secondo questi lavoratori hanno messo in piedi un sistema che logora i lavoratori. “Non siamo sudditi ma operai, esseri umani, non certo servi sciocchi”, questa la polemica conclusione da parte dei lavoratori.

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