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Da oggi fino al primo aprile la mostra sulle vetture che hanno legato Gianni Agnelli alla Ferrari

Al Museo Enzo Ferrari comincia oggi il programma della mostra “Gianni Agnelli e Ferrari, l’eleganza del mito”: esposte le vetture iconiche dell’Avvocato

Gianni Agnelli Mostra Ferrari

Viene inaugurata oggi la mostra digitale “Gianni Agnelli e Ferrari, l’eleganza del mito”, ovvero una riproposizione dell’importante rapporto intercorso tra Gianni Agnelli e la Ferrari. La data di avvio della mostra è fortemente simbolica, visto che si tratta della ricorrenza del centenario dalla nascita dell’Avvocato. L’omaggio a Gianni Agnelli viene espresso quindi dal Museo Enzo Ferrari di Modena, in segno di omaggio ad una figura portante dell’automobilismo globale che ha influenzato anche tratti di storia del Cavallino Rampante.

La mostra “Gianni Agnelli e Ferrari, l’eleganza del mito” viene resa disponibile tramite un tour virtuale al quale si può accedere gratuitamente: il percorso ripropone gli esemplari unici di vetture Ferrari personalizzate proprio per e con Gianni Agnelli. La rassegna organizzata dal Museo Enzo Ferrari di Modena rimarrà aperta fino al prossimo 1 aprile con la possibilità di accedervi con Live Tour Virtuali, a causa delle restrizioni imposte dalla Pandemia.

Due tour gratuiti

Da oggi fino al prossimo 1 aprile il Museo Enzo Ferrari permetterà di partecipare alla mostra dedicata a Gianni Agnelli tramite due Live Tour Virtuali organizzati ogni giorno. Ai Live Tour Virtuali si accede gratuitamente, ma prenotando la visita sul sito internet dei Musei Ferrari per una durata di circa 30 minuti: i Live Tour Virtuali sono disponibili sia in italiano che in inglese.

Si può dire che Gianni Agnelli, sin da giovane, è stato sempre profondamente legato alla Ferrari e ai suoi modelli più iconici. La passione per le vetture del Cavallino Rampante lo spinse spesso a richiedere al costruttore di Maranello diverse varianti speciali di modelli già in essere. Quello che inizialmente poteva apparire come un rapporto strettamente commerciale, ben presto divenne un forte legame collaborativo che legò in merito a differenti scelte Agnelli col Drake. Non è un caso se ancora oggi Piero Ferrari, figlio di Enzo e oggi vice presidente del Cavallino Rampante, ammette: “mio padre era impressionato dalla forza e dall’abilità negli affari di Gianni Agnelli. Fra loro c’era un’intesa naturale, consolidatasi negli anni fino all’accordo decisivo che nel 1969 diede il via a uno dei più forti sodalizi del mondo automobilistico. Ero con mio padre in quello storico giorno, in cui ebbi il piacere di conoscere l’Avvocato. Da allora sentimmo che, accanto a FIAT, alla nostra azienda erano assicurate continuità e sviluppo”.

Tra le prime vetture che catalizzarono l’attenzione di Gianni Agnelli ci fu la Ferrari 166 MM che il costruttore presentò al Salone di Torino del 1948. Una vettura sportiva ma fortemente elegante, definita ben presto “Barchetta”. Agnelli ne pretese subito una realizzata però in verde e blu: la 166 MM rappresenta quindi la prima sportiva Ferrari a lui destinata. Bisognerà poi attendere il 1952 per trovare la Ferrari 212 “Inter” che Agnelli fece realizzare in una specialissima variante “Blu 456”, che è il colore di famiglia, con padiglione Bianco Magnolia: la vettura prevedeva anche un equipaggiamento con fari supplementari per migliorare la visibilità durante le gare notturne.

Gianni Agnelli Mostra Ferrari

Nel 1955 diviene di Gianni Agnelli una Ferrari 375 America sviluppata dal Cavallino Rampante con la carrozzeria di Battista (Pinin) Farina. La personalizzazione in questo caso prevedeva finiture maggiormente raffinate e un cronografo posizionato al centro del tunnel.

Vetture irrinunciabili

Quando a fine Anni Cinquanta il rapporto tra Gianni Agnelli e Enzo Ferrari appare ormai ben consolidato, si fa spazio la Ferrari 400 Superamerica del 1959 anch’essa in esposizione al Museo Enzo Ferrari. Si tratterà di una vettura unica realizzata ancora una volta da Pininfarina, ma che aprirà le porte all’impostazione stilistica delle Ferrari che sarebbero arrivate dopo di lei.

Impossibile non citare la Ferrari 365 P Speciale del 1966 che derivava direttamente dalle corse: anche in questo caso la firma di Pininfarina era di assoluta evidenza. Ne vengono realizzati solamente due esemplari a tre posti con guida centrale con quello di Agnelli in colore argento con modanatura nera sulla linea di cintura. La Ferrari Testarossa del 1984 non venne resa disponibile nella variante aperta. Fu così che nel 1986 Gianni Agnelli provò a chiederne una variante aperta. L’Avvocato venne accontentato puntando anche su ulteriori modifiche che resero la Testarossa Spider una vettura unica; la vernice era l’iconica Argento Nurburgring con interni in pelle blu e tetto Bianco Magnolia.

Un’ulteriore richiesta di sviluppo venne sancita con la presentazione della Ferrari F40 fortemente voluta anche da Gianni Agnelli che ottenne sedili realizzati su misura realizzati in tessuto nero e una particolare frizione elettronica sviluppata da Valeo. L’ultima Ferrari di Gianni Agnelli è la 360 Modena Spider, ma non appartenne proprio a lui. Agnelli infatti commissionò una variante speciale della 360 Modena da donare a Luca Cordero di Montezemolo come regalo di nozze: la vettura si presentava in grigio argento con toni di blu, parabrezza fortemente ribassato e modifiche al posteriore.

La rassegna si conclude con la Ferrari F2003 GA di Formula 1 presentata nel febbraio del 2003 con l’acronimo GA a rappresentare un tributo a Gianni Agnelli che era scomparso solamente il 24 gennaio del medesimo anno. La mostra del Museo Enzo Ferrari è stata descritta così da John Elkann, nipote di Gianni Agnelli e presidente di Stellantis e Ferrari: “La mostra che inauguriamo racconta un incontro straordinario: unisce da un lato le emozioni che le auto più belle del mondo suscitano in chi ama guidare, dall’altro l’enorme rispetto e la passione vera che mio nonno aveva per le auto di Maranello. Passione che lo portava a rendere speciale ogni Ferrari che possedeva e che siamo felici di condividere con tutti gli appassionati”.

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