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Prezzo della benzina in rialzo: ecco perché

Salgono ancora i listini dei carburanti alla pompa: 1,55 euro al litro per la benzina e 1,421 per il gasolio

prezzo benzina

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo economico, il prezzo della benzina è in rialzo: 1,55 euro al litro. E 1,421 euro per il gasolio. Prosegue la corsa dei listini che dura senza tregua da metà novembre, denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Dall’inizio dell’anno, un pieno da 50 litri è aumentato di 5 euro e 41 cent per la benzina e di 5 euro e 11 cent per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 7,5% e del 7,7%. Su base annua è pari a una stangata a auto di 130 euro per la benzina e 123 euro per il gasolio.

Ora è più che reale il rischio di una risalita prematura dell’inflazione, a fronte di una crisi economica ancora profonda e drammatica, con incrementi dei prezzi dei beni trasportati su gomma, conclude Dona.

Fra i vari motivi che spingono i prezzi di benzina e diesel all’insù,l e decisioni dell’Opec Plus: un prospetto di alleanza formale tra Opec e tutti quegli altri membri esterni, guidati dalla Russia, che portano avanti una politica orientata anche sui tagli di produzione del petrolio. Infatti, ha rinviato un aumento generalizzato delle quote di produzione di petrolio, ma resterà in vigore anche il taglio extra dell’Arabia Saudita, da un milione di barili al giorno. L’esito? Dal potenziale più rialzista che si potesse prevedere, dice il Sole 24 Ore.

Oltretutto, c’è tensione sui mercati petroliferi internazionali dopo gli attacchi di Dhahran, in Arabia Saudita. C’è un’impennata negli attacchi aerei: rispondendo ai tentativi di blitz dei ribelli, i sauditi bombardano Sana’a. I filo-iraniani rispondono bersagliando gli impianti petroliferi di Ras Tanura, il più grande terminal petrolifero del mondo, e anche la città di Dammam.

Senza dimenticare che a febbraio, nel Texas, il gelo manda in blackout il cuore energetico degli Stati Uniti. Milioni di persone senza luce e riscaldamento, chiuse fabbriche e raffinerie.

Di qui, l’appello di Assoutenti al Governo affinché elimini parte delle accise: oggi, gravano per due terzi sul pieno.

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