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Nuova mobilità: la ricetta dei Comuni

Un sistema integrato tra varie modalità, all’insegna dell’ecologismo

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Nuova mobilità: la ricetta dei Comuni. Un sistema integrato tra varie modalità, all’insegna dell’ecologismo. Antonio Decaro, presidente Anci (l’associazione dei Comuni italiani) e sindaco di Bari, dice che è arrivato il momento di rivedere completamente la mobilità urbana: deve prevedere l’utilizzo del trasporto rapido di massa per le distanze medio-brevi. E mezzi di spostamento alternativi e innovativi per i tragitti brevi, come bici e monopattini elettrici.

Nuova mobilità: la svolta verde

Comunque, l’Anci non intende emarginare l’auto, ma solo ridimensionarne il ruolo. Per combattere smog e congestione. Chi deve o vuole utilizzare il mezzo privato dovrebbe farlo se solo necessario, con mezzi elettrici o ibridi. E non per fare pochi metri o percorsi ripetitivi, come i tragitti casa-lavoro.

Per Decaro, bisognerebbe incentivare esclusivamente l’acquisto di vetture a zero emissioni o al massimo ibride. Invece, oggi ci sono le agevolazioni ai tradizionali diesel e benzina, anche se di ultima generazione: vanno fortissimo, per la richiesta enorme da parte dei cittadini.

Colonnine per la ricarica delle elettriche: priorità

Per l’auto a batteria servono le dovute infrastrutture, bisogna aumentare il numero di colonnine, dice Decaro: chi sceglie di acquistare un veicolo elettrico deve avere la certezza di poterlo ricaricare come se andasse dal benzinaio.

Da sostenere anche il car sharing. Se dentro non ci sono risorse pubbliche, l’auto condivisa è destinata a rimanere una sorta di manovra pubblicitaria, appannaggio di grandi Case, per sponsorizzare alcuni modelli.

Ma a chi si riferisce Decaro? Nessun nome esplicito. Tuttavia, va detto che fra i più noti ci sono i car sharing Enjoy (con Stellantis, per via di Fiat), Share Now con Daimler-BMW.

Esiste poi la questione meridionale: l’auto condivisa italiana funziona solo in alcune grandi città del Nord e Centro del Paese, mentre da Roma in giù è assente. Fatta eccezione per Catania.

Soldi del Recovery Fund alla mobilità urbana

L’Anci sostiene infine che la mobilità urbana necessiti di una scelta strategica. Con investimenti per il trasporto pubblico rapido di massa. Autobus a transito rapido che viaggiano su corsie preferenziali, per garantire spostamenti veloci di un gran numero di persone senza la necessità di costose infrastrutture come quelle necessarie a far viaggiare tram e metropolitane.

La mobilità, sostenibile e pubblica, è al secondo posto nella lista delle azioni di sistema per il rilancio del Paese contenute nel manifesto Città Italia che l’Anci ha presentato a Governo e Parlamento nell’ambito del Recovery Plan. Un’opportunità, chiosano i Comuni, da non sprecare.

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