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Per fine marzo 2021, incentivi benzina e diesel terminati

Attenzione: meglio affrettarsi e correre nelle concessionarie

auto nuova

Per fine marzo 2021, incentivi benzina e diesel terminati. Attenzione: meglio affrettarsi e correre nelle concessionarie. Se il mercato a gennaio 2021 non è andato in sprofondo rosso, il merito è solo degli ecobonus. L’avvio degli incentivi sta fornendo grande sostegno al comparto, con un notevole successo per le richieste di rottamazione sulla fascia incentivata da 61 a 135 g/km. Un ottimo risultato per l’ambiente. Ma occhio: per l’Unrae (Unione Case estere), la disponibilità di fondi rischia di esaurirsi rapidamente nel primo trimestre.

Incentivi benzina e diesel terminati ad aprile: cosa fare

Opportuno quindi prenotare la macchina. Se c’è un vecchio rottame da dare dentro, si ha il massimo dello sconto. Con la promozione della Casa legata a un finanziamento, può esserci un taglio in più.

Il tutto entro fine marzo 2021, perché già ad aprile verosimilmente non ci sarà più una lira. Anche a settembre 2020 è stato così. Un po’ uno stillicidio di bonus che disorienta il consumatore. Chissà se questo modo di fare del Governo Conte piace all’Unione europea in vista dello sviluppo della mobilità pulita? Non sarebbe meglio seguire l’esempio degli 8 miliardi di euro di bonus della Francia e dei maxi sconti fiscali della Germania?

Come se non bastasse, da noi le auto aziendali adesso sono ancora più tartassate di tasse: non c’è stato l’adeguamento del ciclo di omologazione.

Numeri del 2021: vendite auto auto da paragonare la 2019

Dal punto di vista statistico, inoltre, il 2021 nel confronto col 2020 andrà preso con le pinze. Se si leggeranno numeri non drammatici, sarà solo per il paragone con un anno orribile: il 2020, devastato dal coronavirus.

La stima per il mercato delle autovetture nel 2021 è di 1.550.000 immatricolazioni, che indica un andamento positivo del +12% rispetto all’annus horribilis appena chiuso, dice l’Unrae.

Ma che va letta in relazione al trend pre pandemia: parliamo ancora di un pesante calo del 19% rispetto ai livelli 2019. Questo è il raffronto corretto.

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