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La Fiom contro il governo che non è attento al settore e a Stellantis

Il segretario della Fiom-Cgil critica duramente le nostre istituzioni ree di scarsa attenzione verso l’Automotive al contrario dei francesi

Stellantis

Mancavano solo le critiche sul settore automobilistico per il governo Conte e adesso sono arrivate. Ci ha pensato il segretario nazionale della Fiom-Cgil, che è anche responsabile del settore Automotive della nota sigla sindacale, cioè Michele De Palma ad etichettare in modo non certo positivo il governo Conte.
Critiche all’operato del nostro esecutivo che De Palma ha espresso durante la trasmissione di La7, Omnibus. De Palma ha sottolineato la differenza di attenzione che le istituzioni francesi hanno avuto rispetto a quelle italiane, verso la grande operazione di fusione tra la Fiat Chrysler e la PSA.

Il settore automobilistico non sarebbe priorità per il governo Conte

L’esecutivo Conte ha mille problemi tra crisi di governo, caccia ai responsabili, rimpasto e problematiche legate alla emergenza epidemiologica e alla conseguente crisi economica. Impegnato com’è a districarsi tra queste mille problematiche, il settore Automotive non è priorità. Questo ciò che dice il segretario della Fiom-Cgil. Nemmeno la nascita di Stellantis, con la fusione tra FCA e PSA ha destato l’interesse che meritava. E visto che la fusione riguarda oltre che l’Italia con la Fiat Chrysler, anche la Francia con la PSA, le reazioni nei due Paesi è stata diversa, almeno dal punto di vista dell’interesse delle istituzioni.
È stato proprio Michele De Palma a mettere in luce come ci sia stata una sostanziale differenza sull’effetto che la fusione tra la Fiat Chrysler e la PSA ha avuto nei due Paesi. Secondo De Palma le importanti conseguenze per il settore automobilistico che la fusione ha, sono state meglio capite in Francia.
“Durante la pandemia un funzionario dell’ambasciata francese ci ha chiesto un incontro per uno scambio di idee e per conoscere il parere della Fiom sulle questioni che riguardano l’Automotive. Io, invece, ho dovuto fare appelli in tutte le sedi e scrivere lettere formali al governo per poter avere possibilità di interloquire”, queste le parole di Die Palma, tra il critico ed il deluso.
Carenza di interventi per il settore in Italia
“I francesi ci hanno chiesto cosa ne pensiamo degli interventi che andrebbero fatti per l’auto. Abbiamo presentato le nostre proposte, che riguardano il nostro sistema-Paese, mentre il nostro governo non ci ha chiesto nulla”, così ha continuato De Palma, che accusa il governo Conte di non aver fatto molto per il settore (evidentemente facendo riferimento anche alla ultima legge di Bilancio) Automotive, al contrario dei nostri cugini d’oltralpe e degli altri stati industrializzati, che probabilmente hanno capito meglio che il settore automobilistico è troppo importante per un Paese industrializzato.
“I francesi hanno definito un programma per l’auto, i tedeschi hanno presentato un loro piano. Noi non abbiamo fatto nulla. Noi abbiamo varato i bonus, loro invece politiche per riportare la filiera dell’auto all’interno del proprio sistema Paese”, così il segretario Fiom ha criticato le politiche del governo che sono anche per il settore automobilistico votate ai bonus piuttosto che alla programmazione.

La Fiom-Cgil non è l’unico sindacato a lamentarsi

Sulla stessa linea della Fiom-Cgil anche gli altri sindacati di categoria non hanno lesinato parole dure per la mancata attenzione del governo alla situazione del settore automobilistico in Italia. Magari meno forti rispetto alle parole di De Palma, ma allo stesso tempo, dirette e precise quelle esposte da Roberto Benaglia, segretario generale della Fim-Cisl. “Ci aspettiamo che il governo italiano svolga un ruolo positivo e attivo per il rafforzamento della presenza del settore dell’auto nel nostro Paese, con particolare attenzione al gruppo Stellantis, per l’importanza che l’Automotive ha in termini occupazionali e tecnologici”, così si è espresso Benaglia.
Ma non ci sono solo i rappresentanti dei lavoratori ad alzare in qualche modo la voce chiedendo attenzione per il settore. Infatti anche le rappresentanze dei datori di lavoro sono in un certo modo deluse e non lo nascondono. Appelli come quelli mossi da Fiom-Cgil e Fim-Cisl sono alla base delle dichiarazioni provenienti da Anfia, Unrae e Federauto, tra le più note e importanti associazioni di rappresentanza dei datori di lavoro dell’Automotive.

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