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Diritto a guidare delle donne: un’attivista araba condannata a 6 anni di galera

La sentenza in Arabia Saudita: per Loujain al-Hathloul, quasi 6 anni di carcere ai sensi di una legge del posto

Loujain al-Hathlou

Nessun commento morale, etico, religioso, civile, legale. Solo i fatti. Dal 2018, a certe condizioni, le donne possono mettersi al volante. Diritto a guidare delle donne: un’attivista condannata a 6 anni di galera. La sentenza in Arabia Saudita: per Loujain al-Hathlou (31 anni), la disposizione ai sensi di una legge del posto. Che sarebbe utile a combattere il terrorismo.

Diritto a guidare delle donne: resta in prigione

Loujain al-Hathloul, nota attivista saudita per i diritti delle donne (non solo per il diritto di guidare) resta in carcere. Arrestata a maggio 2018, perché anni prima aveva iniziato una campagna contro il divieto di guida per le donne in Arabia Saudita, con cui si era procurata l’accusa di terrorismo. Era in attesa della sentenza. Lo dice LaPresse/AP. Che cita i media sauditi vicini allo Stato. Poche settimane dopo il suo arresto, in Arabia Saudita via il divieto che impediva alle donne di guidare.

Fa parte del gruppo di donne saudite che hanno chiesto il diritto di guidare, prima che fosse concesso nel 2018. Più la rimozione delle leggi sulla tutela maschile che hanno a lungo soffocato la libertà di movimento delle donne e la loro possibilità di viaggiare all’estero.

A livello internazionale, il caso di Loujain al-Hathloul e la sua prigionia hanno attirato critiche. Si sono mossi i gruppi per i diritti, i membri del Congresso degli Stati Uniti e legislatori dell’Unione europea. A dire il vero, in Italia, qualche esponente politico, sempre così pronto a fare campagne sui social a favore dei diritti di singoli individui, non s’è fatto sentire granché. Sarà stato distratto da altre problematiche di rilievo.

Quali accuse alla donna araba che ha guidato l’auto

Il giornale saudita Sabq ha riferito che l’attivista è stata dichiarata colpevole dal tribunale antiterrorismo del regno. Quali le accuse? Numerose. Fra l’altro:

  • agitazione per il cambiamento,
  • perseguimento di un’agenda straniera,
  • utilizzo di Internet per danneggiare l’ordine pubblico.

La notizia è stata confermata dalla sorella di Loujain Al-Hathloul, Lina: su Twitter, ha spiegato che nella sentenza il giudice ha previsto una sospensione della pena di 2 anni e 10 mesi. Morale: 2 anni e 7 mesi di pena già scontati. Risultato: uscirà dal carcere a marzo 2021. Intanto, com’è stato il trattamento in galera? Ci sono stati abusi? Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto inutilmente la sua scarcerazione e documentato torture.

Ora la donna (che ha un sorriso dolcissimo e uno sguardo intelligentissimo) ha 30 giorni per ricorrere in appello.

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