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Un consorzio mira ad Autostrade per l’Italia

Oltre due anni dal crollo del Ponte di Genova

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Un consorzio mira ad Autostrade per l’Italia. Tempi lunghi per la vendita di Aspi. Eppure, sono passati già oltre due anni dal crollo del Ponte di Genova, che nell’agosto 2018 ha provocato 43 morti e 566 sfollati. Ma ora c’è un passo avanti per l’ingresso nel capitale di Aspi. L’annuncio arriva dal Consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), nel corso della seduta del 22 dicembre.

Un consorzio mira ad Autostrade per l’Italia: di cosa si tratta

C’è la presentazione di una lettera di offerta non vincolante relativa all’investimento partecipativo in Autostrade per l’Italia (ASPI). Da parte di chi? Del consorzio composto da CDP Equity, Blackstone Infrastructure Partners (Blackstone) e Macquarie Infrastructure and Real Assets (MIRA).

Oggetto dell’operazione è l’acquisto da parte del Consorzio dell’intera partecipazione detenuta da Atlantia in ASPI, pari all’88,06% del capitale. E come? La partecipazione in ASPI verrebbe rilevata dal Consorzio tramite una BidCo partecipata da CDP Equity fino al 51% e da Blackstone e MIRA con quote paritetiche per la parte residua.

Situazione Aspi: numerosi aspetti da analizzare

Ovviamente, sul tavolo ci sono numerosi aspetti da analizzare emersi anche nel corso delle ultime settimane. necessari ulteriori approfondimenti che risultano fondamentali per giungere alla formulazione di un’offerta vincolante.

Ma quanti soldi ballano? Forse 4 miliardi di euro, vista la necessità di una valutazione al ribasso di Aspi. Così dicono indiscrezioni. Incide il sistema di garanzie risarcitorie per le richieste per danni indiretti derivanti dal crollo del Ponte Morandi. Insomma, chi subentra paga. E allora il prezzo di acquisto scende.

Dopodiché, andrà anche capito come regolarsi con la manutenzione e con i pedaggi. Più la spesa per la prima, e meno gli incassi, minore il prezzo di acquisto.

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