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Brasile: le associazioni di settore vogliono maggiore chiarezza sul futuro della mobilità sostenibile

Gli enti vogliono che il governo brasiliano punti sulle alimentazioni alternative

Brasile mobilità sostenibile

I rappresentanti di ANFAVEA (Associacao Nacional dos Fabricantes de Veiculos Automotores – Associazione nazionale dei produttori di autoveicoli), AEA (Associação Brasileira de Engenharia Automotiva – Associazione brasiliana di ingegneria automobilistica) e Sindipeças vogliono avere dettagli più chiari sul percorso tecnologico del Brasile per quanto riguarda la mobilità sostenibile guidata dalla riduzione delle emissioni.

Gli enti, che riuniscono diverse aziende della filiera automobilistica, hanno valutato il ruolo del settore automotive e anche del governo nella realizzazione di una politica la quale definisca le manovre che il grande paese sudamericano dovrà adottare nei prossimi decenni.

Brasile: i rappresentati del settore automobilistico vogliono dettagli più chiari sul tema della mobilità sostenibile

Il dibattito, tenutosi virtualmente, è stato organizzato dal direttore della società di consulenza Bright Consulting Paolo Cardamone. A questo incontro hanno partecipato anche il presidente di Anfavea Luiz Carlos Moraes, il presidente di Sindipeças Dan Ioschpe, il presidente di AEA Besaliel Botelho e il direttore di CBIE (società di consulenza specializzata in infrastrutture ed energia) Adriano Pires.

Moraes ha dichiarato: “Paesi come Cina, Corea del Sud e Germania, ad esempio, hanno politiche statali che determinano la strategia energetica all’interno del percorso tecnologico a cui il paese darà la priorità dal 2040, 2050, ecc. Noi del settore sosteniamo che lo stato, indipendentemente dal governo, ha un ruolo molto più importante che essere semplicemente un regolatore. E vogliamo sapere quale sarà la nostra strategia energetica nel lungo periodo e quanto velocemente smetteremo di usare i combustibili fossili perché ciò richiede enormi investimenti“.

Il presidente di ANFAVEA ha ricordato che il settore automobilistico stima un investimento totale in Brasile pari a 12 miliardi di R$ (1,9 miliardi di euro) nei prossimi cinque anni in diverse tecnologie e prodotti il cui obiettivo principale è quello di ridurre sempre di più le emissioni.

Sappiamo che non c’è possibilità di offrire incentivi ma è necessario almeno un sistema tassabile che non penalizzi. Dobbiamo costruire un ecosistema sostenibile e il settore automobilistico non è l’unico responsabile di questo. Dipendiamo dall’infrastruttura di distribuzione del gas per veicoli, dalla qualità dei biocarburanti e da un’adeguata connettività. Tutto ciò richiede il coinvolgimento di più persone per creare una soluzione economicamente sostenibile per una catena che non serve solo il Brasile“, ha aggiunto Moraes.

Dan Ioschpe ha sottolineato che il ruolo del governo è quello di trasmettere tranquillità in modo che tutti i protagonisti di questo ecosistema possano partecipare. “Non dobbiamo dimenticare che è necessario considerare gli impatti sociali, siano essi ambientali o socioeconomici, nonché puntare sui costi che impattano direttamente sulla nostra competitività“, ha dichiarato Ioschpe.

Besaliel Botelho ha ricordato che l’ingegneria brasiliana lavora da diversi anni su soluzioni di mobilità sostenibile basata su combustibili alternativi come ad esempio l’alcol. “Forse non avevamo la forza politica internazionale per mostrare questo sforzo del Brasile e questo ha tolto attenzione in questi ultimi decenni in termini di sviluppo. Credo che dopo la pandemia questa mobilità debba essere guidata da una globalizzazione delle varie alternative che domineranno i diversi percorsi tecnologici nel mondo“, ha commentato Botelho.

Adriano Pires è intervenuto dicendo che in Brasile dovrebbero esserci diversi tipi di alimentazioni provenienti da combustibili alternativi, biocarburanti, gas ed elettrificazione. “La riforma fiscale sarà molto importante per questo percorso tecnologico brasiliano, che sarà strettamente legato alla questione del prezzo e del potere di consumo della popolazione. È necessario definire percorsi in base alle caratteristiche economiche della popolazione. Questa non è la Norvegia, la Germania o la California dove le auto elettriche vengono proposte con incentivi e prezzi ridotti“, ha precisato il direttore di CBIE.

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