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Brasile: la produzione di veicoli è cresciuta a novembre

I risultati registrati fra gennaio e novembre restano negativi

Brasile produzione veicoli novembre

ANFAVEA (Associação Nacional dos Fabricantes de Veículos Automotores) ha pubblicato nelle scorse ore il suo bilancio mensile che riguarda novembre, confermando che gli stabilimenti produttivi nel paese hanno registrato il miglior risultato, in termini di produzione, da ottobre dello scorso anno. In particolare, l’associazione ha registrato 238.200 unità prodotte, ossia un aumento dello 0,7% rispetto ad ottobre (236.400). Rispetto a novembre 2019, è stata rilevata una crescita pari al 4,7%.

Nonostante ciò, il cumulato dei primi 11 mesi del 2020 resta inferiore a quello registrato lo scorso anno. Da gennaio a novembre di quest’anno sono stati prodotti 1,8 milioni di veicoli in Brasile, per un calo del 35%. Secondo quanto dichiarato da ANFAVEA, è il peggior numero registrato dal 2003.

Brasile: oltre 238.000 veicoli sono stati prodotti a novembre negli stabilimenti locali

Nonostante il buon risultato del mese, Louis Carlos Moraes – presidente di ANFAVEA – ha approfittato dell’evento virtuale per lanciare un allarme circa i problemi che il settore automobilistico sta affrontando e che dovrebbero continuare ad ostacolare l’operatività delle aziende nei prossimi mesi. L’aumento dei costi di produzione, compresa la forte svalutazione della moneta brasiliana, è uno dei principali ostacoli.

Questo aumento ha un impatto sull’intera catena di produzione del settore ed è molto difficile assorbire e smettere di trasmettere queste aggiunte, perché sono molto forti“, ha spiegato Moraes. I principali rischi per l’industria automobilistica in questo momento, sostiene il presidente, sono l’aumento dei casi di coronavirus in Brasile e all’estero e la mancanza di componenti.

Secondo Moraes, il brusco blocco della produzione, causato dalla pandemia di marzo, e la ripresa accelerata dal terzo trimestre hanno causato un disallineamento tra domanda e offerta e che ora sta impattando sull’intera catena produttiva. “Abbiamo riscontrato problemi con la mancanza di acciaio, gomma, termoplastiche, pneumatici e persino cartone per gli imballaggi; questo è un rischio immediato e non teorico“, ha spiegato il dirigente.

La seconda ondata di contagi rilevata all’estero ha pesato molto sul settore

Il presidente di ANFAVEA ha proseguito dicendo che le interruzioni della produzione sono state compensate da straordinari e ore di lavoro aggiuntive il sabato. “Le case automobilistiche stanno lavorando insieme ai fornitori per acquistare le materie prime, in modo che i fornitori continuino a lavorare e, di conseguenza, anche le case automobilistiche non interrompono le loro operazioni, ma non siamo stati in grado di fare miracoli“, ha affermato Moraes.

La seconda ondata di contagi registrata all’estero è un altro problema che ha ostacolato il settore. “Ciò influisce sull’intera logistica dei componenti importati“, ha spiegato Moraes. Il direttore ha rivelato che alcuni articoli importati dall’estero scarseggiano già e che per non fermare la produzione le aziende stanno pagando il trasporto di questi componenti via aerea per risolvere il problema. Questo però porta a un aumento dei costi.

Il calo della produzione è stato molto forte e ci vorrà del tempo per rimediare a questa disorganizzazione provocata nella catena produttiva del settore. È probabile che la mancanza di componenti continuerà nel primo trimestre del 2021, prima di tornare alla normalità“, ha dichiarato Luiz Carlos Moraes.

I prezzi delle componenti sono aumentati parecchio

L’aumento del costo delle componenti è stato un altro problema sottolineato dal presidente di ANFAVEA durante la sua presentazione. Egli sostiene che alcuni articoli hanno mostrato una crescita del loro prezzo del 40% e del 50%. Ad esempio, il costo dell’acciaio, uno degli elementi fondamentali per l’industria automobilistica, è aumentato del 30%. Questo riguarda tutti i settori di ANFAVEA: veicoli commerciali leggeri, auto, veicoli pesanti e macchine agricole.

Moraes ha proseguito dicendo: “Ogni casa automobilistica sta cercando di gestire il suo dolore nel miglior modo possibile, ma questa è un’ulteriore sfida che richiama l’attenzione“. Infine, il presidente di ANFAVEA ha dichiarato che 119.400 veicoli sono in attesa di acquirenti presso le case automobilistiche e le concessionarie.

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