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Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept: un unico gioiello

La Abarth Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept è stata realizzata in un solo esemplare, un po’ come un gioiello unico davvero

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

È un vero peccato che in casa Abarth, più di 50 anni fa, non abbiano concretizzato un prototipo unico dal design attuale ancora oggi. Parliamo della Abarth SE010 Scorpio di Pininfarina (nota anche come Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept).

A partire dalla SE04 1000 SP (ovvero un prototipo di auto da corsa con propulsore da 1 litro), il designer Abarth Mario Collucci ha dato vita ad una serie di varianti equipaggiate con propulsore da 2 litri ancora più potenti. La prima variante ad arrivare fu la SE04/L nell’estate del 1967. Poche settimane dopo ci fu anche spazio per una variante FB2 a carreggiata larga. Entrambe le auto sono state denominate 2000 Sport Spider e sono state utilizzate principalmente per le cronoscalate.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

Nel 1968 Abarth diede invece vita ad una versione “di serie”, la SE010, di cui alla fine furono prodotti più di 50 esemplari. Equipaggiata con un telaio rinforzato e lo stesso motore da due litri montato in posizione posteriore, la SE010 veniva proposta con una linea rinnovata e continuava inoltre a distinguersi nelle competizioni. L’idea di Abarth era quella di produrre sufficienti vetture per puntare al Gruppo 4. In definitiva si resero necessarie 25 unità per l’omologazione che fu infine approvata dalla FIA il primo aprile del 1969.

L’apporto di Pininfarina

Carlo Abarth aveva lavorato per la prima volta con Pininfarina al progetto Cisitalia di Piero Dusio alla fine degli Anni Quaranta. Da allora, la collaborazione tra Abarth e Pininfarina aveva cominciato a produrre una serie di vetture destinate ai record di velocità messi in pratica verso la fine degli Anni Cinquanta. Dalla collaborazione presero vita inoltre i concept 1000 GT Spider del 1964 e la OT 1000 Coupé del 1965.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

Alla fine del 1968 però a Pininfarina venne affidato un singolo telaio della SE010 per utilizzarlo ai fini dello studio di un concept destinato a divenire una interessante showcar. La vettura che derivò dal telaio fornito a Pininfarina fu appunto la Fiat Abarth 2000 Pininfarina Scorpio che venne esposta presso lo stand Pininfarina al Salone di Bruxelles nel gennaio del 1969. Sotto la nuova meravigliosa carrozzeria la vettura era esattamente una SE010.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

Il telaio tubolare in acciaio pesava soltanto 39 chilogrammi e disponeva di un passo di 2085 mm. La carrozzeria in fibra di vetro contribuiva ad un aggravio di peso pari a circa 8 chilogrammi. Le sospensioni erano indipendenti su tutte e quattro le ruote con doppi bracci oscillanti, installati sull’asse anteriore, e bracci trasversali inferiori invertiti sull’asse posteriore. Gli ammortizzatori idraulici con molle elicoidali erano previsti su ogni asse con barre antirollio alle estremità.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

I freni a disco provenivano da Girling, in Inghilterra, mentre i cerchi da 13 pollici di diametro erano realizzati in Italia da Campagnolo in lega di magnesio larghi 8 pollici davanti e 10 pollici sull’asse posteriore; originariamente erano calzati con pneumatici da corsa Dunlop. Per consentire profilo anteriore filante e basso, la ruota di scorta montata frontalmente sulla SE010 veniva scartata. In ogni soglia venivano installati serbatoi di carburante con una capacità complessiva di 60 litri al posto di quelli da 100 litri a lungo raggio utilizzate per le gare di durata.

Motore da 220 cavalli di potenza

Sebbene Mario Collucci fosse un sostenitore dei layout a motore centrale per le vetture destinate alle corse, Carlo Abarth era un forte sostenitore della configurazione con motore posteriore. Per la SE010 l’idea di Abarth aveva prevalso visto che il quattro cilindri in linea da due litri dello Scorpione venne montato longitudinalmente sull’asse posteriore. Basata su un blocco di produzione Fiat in ghisa, questa ultima variante dell’interessante motore Abarth Tipo 236 utilizzava una testata DOHC in lega leggera con quattro valvole per cilindro e lubrificazione a carter secco. La cilindrata complessiva era pari a 1946 cc ottenuti grazie ad alesaggio e corsa rispettivamente di 88 mm e 80 mm.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

Siccome la Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept era destinata ad un utilizzo prettamente stradale, Abarth decise di introdurre un motore leggermente depotenziato; la compressione era stata infatti ridotta da 11,5:1 a 10,5:1 mentre venivano introdotti due carburatori Weber 45 DCOE al posto dei soliti 58 DCO. Di conseguenza, la potenza massima scendeva da 250 cavalli a 8700 giri/min a 220 cavalli a 7600 giri/min. Per fornire più coppia alle ruote posteriori, veniva utilizzato un rapporto al ponte posteriore di 4,0:1 più elevato invece della disposizione standard di 3,5:1. In ogni caso, grazie ad un peso a secco di appena 740 chilogrammi, la Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept raggiungeva i 280 km/h di velocità massima.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

La trasmissione avveniva mediante un cambio manuale a cinque marce, una frizione con disco singolo a secco e un differenziale a slittamento limitato.

Le linee avevano catturato chiunque

Nonostante tutta la tecnica che c’era sotto, è stata la carrozzeria dalle linee futuristiche realizzata da Pininfarina che ha catturato gli sguardi dell’opinione pubblica. Al Salone di Parigi dell’ottobre del 1968, Bertone aveva fatto scalpore quando presentò l’esotica Carabo. Il concept a matrice Alfa Romeo ha ribaltato il mondo del design e Pininfarina è stata pronta a rispondere. Rispetto alla Ferrari 250 P5 di Pininfarina del marzo 1968 e alla Ferrari P6 del novembre 1968, la Scorpio era più piatta e con linee più decise, ma la curvatura morbida era ancora molto più evidente.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

Il muso e il parabrezza della Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept erano inclinati di un angolo identico mentre l’intero tetto prismatico si inclinava in avanti per l’accesso all’abitacolo. Come la 250 P5, Pininfarina ha installato una grande striscia centrale per concentrare in quella zona del muso i fari retrattili. I condotti di raffreddamento a goccia su entrambi i lati alimentavano d’aria fresca i freni mentre quelli nascosti ai lati dell’abitacolo erano destinati ai radiatori.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

Enormi prese d’aria nere satinate fiancheggiavano il grosso cofano posteriore sotto il quale tutti gli elementi meccanici risultavano ben in vista. La parte centrale della fascia della coda è stata tagliata per ottenere un effetto del tutto simile. Rispetto alla SE010 standard, la Scorpio era più lunga di 70 mm. La visibilità avrebbe dovuto essere teoricamente eccellente grazie al trio di enormi finestrature in vetro che componevano la copertura dell’abitacolo. Tuttavia, poiché la vettura risultava alta soltanto 970 mm partendo da terra, non offriva una perfetta visione posteriore quindi sarebbe stata una proposta del tutto poco pratica per l’uso su strada.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

All’interno, Pininfarina aveva montato una rudimentale barra in vinile nero in abbinamento alla disposizione degli strumenti già esistente. Un grande contagiri con fondo corsa da 10.000 giri/min è stato montato direttamente dietro il volante Abarth a tre razze con indicatori più piccoli per la pressione dell’olio, la temperatura dell’acqua e il livello del carburante. Due sedili con imbottiture in vinile nero e elementi centrali in tessuto rosso sono stati posizionati su entrambi i lati della leva del cambio. Tutta la paratia anteriore è stata rifinita in vinile nero in accordo con le pareti laterali mentre il pavimento era rivestito in moquette nera.

Abarth 2000 Pininfarina Scorpio Concept

La denominazione Scorpio era legata all’assonanza con lo Scorpione, simbolo del marchio, oltre che alla similitudine del grosso scarico posteriore con la coda velenosa dello scorpione. Il concept non vide mai la strada della produzione visto che venne costruito un solo esemplare. L’attuale proprietario è il collezionista giapponese Shiro Kosaka che lo ha destinato alla sua Galleria Abarth a Yamanakako.

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