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Vacanze in auto con l’app Immuni: ma quanto è utile?

La tanto sbandierata app che doveva risolvere ogni problema, è un buco nell’acqua

app immuni

Si dirà che la colpa è degli italiani, troppo timorosi della privacy: comunque sia, se fai le vacanze in auto con l’app Immuni, per proteggerti contro il Covid, sappi che per ItaliaOggi è un flop. Non ha fatto preso, non si è diffusa. Sì, all’inizio pareva dovesse spaccare il mondo e risolvere il problema coronavirus; ma la poi il fenomeno si è afflosciato.

Vacanze in auto con l’app Immuni: serve?

Secondo ItaliaOggi, l’app Immuni è un flop. La base di partenza sono le parole del premier Conte di tre mesi fa, al lancio dell’app: l’immediatezza nell’individuazione dei contatti stretti dei casi positivi e il loro conseguente isolamento sono cruciali. Per evitare che singoli contagiati possano determinare nuovi focolai.

Quando l’operazione partì, si disse che il 60% era la percentuale di coloro che avrebbero dovuto collegarsi. Ora siamo a 4 milioni. Dovevano essere fra 20 e 25 milioni. E poi, di quei 4 milioni, quanti adolescenti? E quanti la usano davvero? E quanti la sanno usare?

Silenzio sull’app Immuni e sul costo

ItaliaOggi conclude così: sull’app Immuni è calato il silenzio. Lo stesso silenzio che c’è sul costo dell’app. Chi paga? Quanti soldi? L’auspicio è che altre promesse non si rivelino scritte sulla sabbia.

Così, l’automobilista rispettoso deve solo osservare queste norme: tra non conviventi, si può anche in macchina. Purché siano rispettati le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori. Con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. Nessuno di questi limiti si applica se i mezzi sono utilizzati solo da persone conviventi.

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