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Pieno di benzina: un terzo in meno in sei mesi

Nel primo semestre del 2020, la spesa per gli acquisti alla pompa di benzina e gasolio auto è calata di 9,4 miliardi

pieno benzina

Lo Stato sta perdendo un sacco di soldi. Per una ragione semplice: ci sono meno auto che girano. A dimostrazione che le vetture sono alla base della nostra economia. I minori incassi sono dovuti al fatto che c’è il crollo del pieno di benzina: meno un terzo in sei mesi. Nel primo semestre del 2020, la spesa per gli acquisti alla pompa di benzina e gasolio auto è calata di 9,4 miliardi. Lo dice il Centro Studi Promotor di Gian Primo Quagliano.

Pieno di benzina: spirale drammatica

Meno benzina significa che lo Stato incassa meno accise (le tasse sul carburante) e meno Iva, che è l’imposta sulle tasse. Sono soldi che mancano all’appello in un momento brutto per il nostro Paese, costretto a chiedere denaro all’Unione europeo. Sarebbe opportuno rilanciare l’auto, con un miliardo di incentivi, per stimolare anche l’economia e il Pil.

Due i motivi del crollo. Uno: una forte riduzione dei consumi (-26,7%) dovuto essenzialmente alla pandemia. Due (fattore secondario): una modesta contrazione del prezzo medio alla pompa che è calato del 6,45% per la benzina e dell’8,55% per il gasolio.

benza

Due conti veloci su quanto ha perso lo Stato per la benzina

Gian Primo Quagliano ha fatto i conti. Per i mancati introiti delle accise e dell’Iva su benzina e gasolio venduto alla pompa, c’è un calo del gettito che sfiora i 5 miliardi. Un botto tremendo. Mentre la componente industriale, cioè la parte del prezzo alla pompa che va alla produzione e alla distribuzione dei due carburanti, ha subito una contrazione di 4,4 miliardi.

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