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Incentivi auto futuri: un miliardo è la cifra giusta

Solo 50 milioni di euro per ora. Ma se arriva un miliardo, le cose cambiano

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Siamo alla stretta finale per gli incentivi auto: il Parlamento decide entro il 18 luglio. Obiettivo, rilanciare il settore automotive, proteggere i livelli occupazionali e l’indotto. Non per niente, gli ecobonus sono in un emendamento al decreto Rilancio. Vediamo di che si tratta e perché c’è chi critica il Governo, considerando questi nuovi eventuali bonus poca roba.

Incentivi auto: quanti

  • Sempre che il decreto diventi legge, dall’1 agosto e fino al 31 dicembre, saranno disponibili contributi statali di 3.500 euro sotto forma di sconti per l’acquisto di un’auto nuova Euro 6 (con emissioni tra i 61 e i 110 g/km di CO2 e prezzo fino a 40.000 euro al netto dell’Iva), rottamando di una vettura di almeno dieci anni. Senza rottamazione, 1.750 euro.
  • Per l’acquisto di vetture elettriche e ibride plug-in, 4.000 euro a fronte della rottamazione di una vecchia auto. E 2.000 euro senza rottamazione. Per auto con emissioni bassissime o nulle, l’incentivo complessivo arriva a 10.000 euro con rottamazione e 6.500 euro senza.

Incentivi auto: parola a Marsiaj

Ma sentiamo il neoeletto presidente dell’Unione Industriale Torino, Giorgio Marsiaj: fondatore, presidente e amministratore delegato della Sabelt, marchio noto in tutto il mondo per le cinture di sicurezza e l’abbigliamento tecnico dedicato al motorsport. Ritiene questi ecobonus modesti e insufficienti, Anche perché i fondi stanziati sono di soli 50 milioni nell’ambito di un decreto legge da 55 miliardi. Opinione condivisibile.

Che siano un primo passo

Meglio poco che niente. Comunque, l’auspicio è si tratti solo di un primo passo. Secondo la Reuters, il Governo potrebbe aumentare le risorse nel quadro di un prossimo decreto legge da 20 miliardi di euro. Ci sarebbe un ulteriore stanziamento di un miliardo di euro. Ecco, un miliardo per l’auto sarebbe sì la svolta. Vogliamo pensare che, per via della crisi sanitaria da coronavirus, l’Esecutivo non abbia finora avuto modo di capire bene come muoversi a favore di un settore vitale come l’auto. Adesso, 50 milioni; in futuro un miliardo.

Per il nuovo provvedimento, ci sarà un altro scostamento di bilancio. Ma sono tutti soldi che tornano, anzitutto come Iva, poi come aumento del Pil, e come protezione dell’occupazione. Sarebbe la svolta, anche a livello di immagine e magari di consensi, per il Governo.