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Revoca Autostrade per l’Italia: 3 scenari

Dopo il crollo del Ponte di Genova, siamo alla stretta finale: l’Esecutivo deve decidere in merito alla più importante concessionaria autostradale

atlantia revoca

La questione “revoca Autostrade per l’Italia” è molto più importante di quanto si immagini. Può anche darsi che il premier Conte trovi una soluzione così da compattare il Governo ed evitare la crisi fra M5S e Pd. I grillini punto dritto alla revoca dopo il crollo del Ponte di Genova di due anni fa, mentre c’è titubanza nel Partito democratico. Gli scenari sono 3.

1) Revoca Autostrade per l’Italia: pedaggi giù del 5%

Il Governo ottiene una riduzione dei pedaggi del 5%, un maggior controllo sulla rete e un’accelerazione degli investimenti: Aspi metterebbe sul piatto non più 2,8 miliardi ma 3,4 miliardi. Da sommare ai 7,5 miliardi del piano al 2023 presentato a gennaio.

2) Atlantia perde il controllo di Aspi

Oggi Atlantia (Benetton) controlla Aspi con l’88% del capitale. Potrebbe scendere sotto il 51%. Atlantia potrebbe diluire la propria partecipazione fino al 30% grazie a una ricapitalizzazione dell’azienda. Il target è un aumento di capitale da 3 miliardi a favore della Cassa Depositi e Prestiti, del fondo infrastrutturale F2i, della Poste Vita e di alcune casse di previdenza. Così, Aspi avrebbe più di ieri la possibilità di ottenere prestiti.

3) Lo Stato paga per la revoca

L’ipotesi meno probabile vede vincere la linea dura. Revoca, senza se e senza ma. Come vuole il Movimento 5 Stelle. Ma così lo Stato pagherebbe l’indennizzo di 7 miliardi stabilito dal Milleprogoroghe più i 26 miliardi del contratto di concessione. Lo Stato ha fatto una convenzione con Aspi: se ora si tira indietro, non rispetta i patti e paga.

Il Governo Conte e l’affare revoca Aspi

L’Esecutivo si gioca la faccia sulla questione Revoca Autostrade per l’Italia. Anzitutto, si deve vedere se il M5S mantiene le promesse fatte dopo il crollo del Ponte di Genova. Poi va valutata la reazione del Pd alle soluzioni proposte, per capire se il Governo possa reggere. Infine, un eventuale abbassamento dei pedaggi potrebbe essere sbandierato dalla compagine giallorossa come una vittoria da esibire di fronte agli elettori.