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Revoca ad Autostrade per l’Italia: quanti miliardi per evitarla?

Per non arrivare alla revoca dopo il crollo del Ponte di Genova, pare che la posta di alzi

ponte genova

A due anni dal crollo del Ponte di Genova, la revoca ad Autostrade per l’Italia tiene banco nel Governo. È soprattutto il M5S a premere in quella direzione. Secondo indiscrezioni, la società avrebbe accolto le richieste avanzate dall’Esecutivo nelle scorse ore: alzare l’ammontare del pacchetto di risarcimento da 3 a 3,4 miliardi di euro.

Revoca ad Autostrade per l’Italia: dove andrebbero i 3,4 miliardi di euro

Vediamo dove andrebbero i 3,4 miliardi:

  • 700 milioni sono destinati alla ricostruzione del Ponte Morandi e a vari indennizzi per la città di Genova;
  • 1,5 miliardi in opere di manutenzione straordinaria lungo tutta le rete autostradale in concessione;
  • 1,2 miliardi per finanziare una corposa riduzione delle tariffe su uno schema preparato dall’Autorità dei Trasporti. Corposa quanto? È anche qui che si gioca la partita.

In più, ci sono gli investimenti e in manutenzione

Ai 3,4 miliardi, vanno aggiunti 14,5 miliardi di investimenti previsti fino al 2038 e 7 miliardi di manutenzioni.

Proposta insoddisfacente? Revoca concessione

Invece, se il Governo dovesse ritenere la proposta economica di Aspi non soddisfacente, si arriverebbe alla revoca. A questo punto, bisogna vedere se lo Stato sarà o no obbligato a pagare una penale per aver interrotto il contratto: si parlava di 20 miliardi di euro.

Rammentiamo la posizione di Aspi: del programma di investimenti di 14,5 miliardi di euro, la società ha definito e presentato al ministero dei Trasporti progetti di sviluppo della rete immediatamente esecutivi per 7,4 miliardi di euro. Tra cui la Gronda di Genova, che necessita semplicemente dello sblocco del progetto esecutivo. Di cui attende il via libera da oltre 20 mesi. Tali investimenti, qualora sbloccati, potrebbero svolgere un ruolo rilevante sul sistema produttivo, soprattutto in questa fase di contrazione del Pil nazionale.