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Anfia chiede incentivi per le auto elettrificate per sostenere la filiera automotive italiana

L’associazione chiede di espandere l’ecobonus ai modelli con emissioni sino a 95 grammi di CO2 al chilometro

Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), ha partecipato agli Stati Generali dell’Economia, l’evento organizzato dal Governo a Villa Doria Pamphili a Roma con la partecipazione di diverse componenti del settore economico e industriale italiano.

In occasione dell’incontro, Scudieri ha illustrato quelle che, secondo l’associazione che riunisce le varie anime della filiera automotive italiana, sono le linee guida da seguire per il rilancio di un settore vitale per l’economia italiana e che oggi deve fare i conti con gli effetti dell’emergenza sanitaria ed economica legata alla pandemia di Coronavirus.

Secondo Scudieri: “dal momento che la ripresa del mercato gioca un ruolo fondamentale per la ripartenza del sistema produttivo italiano, è necessario attuare con urgenza misure di breve termine, che indirizzino la domanda verso le vetture più virtuose in termini di emissioni di CO2, come quelle a trazione elettrica (Bev) e ibride ricaricabili (Phev), ma rivolgendo gli incentivi a un pubblico più vasto e con capacità di spesa minore”.

La parte finale delle precedenti dichiarazioni del presidente dell’Anfia è fondamentale. Ad oggi, infatti, l’Ecobonus (i cui esigui fondi per il 2020 sono terminati ma un rifinanziamento dovrebbe essere in arrivo) riguarda prevalentemente auto costose e con volumi di vendita limitate. Si tratta, quindi, di una misura di sostegno che aiuta solo in misura marginale la filiera.

Il presidente di Anfia sottolinea come sarebbe necessaria “un’estensione dell’ecobonus già in vigore a una nuova fascia di emissioni, ovvero le auto ad alimentazione alternativa con emissioni medie di CO2 da 61 a 95 g/km”. In questo modo, sarebbe possibile sfruttare gli incentivi statali sia per ridurre le emissioni in atmosfera, sostenendo la vendita di vettura con un impatto limitato sull’ambiente, che incrementare le immatricolazioni e dare un sostegno concreto all’intera filiera.

Per Scudieri “bisogna varare subito un piano integrato di sostegno al settore automotive per salvaguardare la filiera” come già fatto da altri grandi mercati europei come la Francia, la Germania e, recentemente, anche dalla Spagna dove è stato varato un piano da oltre 3 miliardi di euro di sostegno. 

Ampliare l’ecobonus è la strada giusta per rilanciare il mercato?

La posizione di Anfia è chiara. L’ecobonus può rappresentare una buona soluzione per rinnovare il parco circolante, puntando su auto a basso impatto ambientale, e incrementare le vendite in Italia. In questo modo, con i fondi giusti, sarebbe possibile sostenere in misura concreta la filiera automotive italiana che rappresenta un comparto fondamentale per l’economia del Paese.

Inserire un terzo “livello” per l’accesso all’ecobonus permetterebbe agli automobilisti italiani di poter ottenere incentivi per l’acquisto di modelli con emissioni contenute e con prezzi nettamente inferiori rispetto alle elettriche e alle ibride plug-in che sono le vetture per cui è stata pensata la misura di sostegno attuale.

La possibilità di acquistare con l’incentivo statale vetture con emissioni comprese tra 60 e 95 grammi di CO2 al chilometro farebbe rientrare tra i modelli acquistabili con l’ecobonus anche city car come la Panda Hybrid, vettura tornata in produzione dopo 3 mesi di stop pochi giorni fa nello stabilimento di Pomigliano d’Arco e che viene proposta oggi con un prezzo promozionale di 9,900 Euro.

Restando all’interno del gruppo FCA, sarebbero acquistabili con gli incentivi anche le varianti Hybrid di 500 e Ypsilon (prodotte in Polonia) che utilizzano la stessa soluzione mild hybrid della Panda. Diversi altri modelli potrebbero diventare “compatibili” con una terza fascia dell’ecobonus e diventare quindi molto interessati da acquistare per diversi automobilisti.

Questa soluzione potrebbe rappresentare un buon compresso tra la necessità di sostenere la filiera automotive italiana e il bisogno di rinnovare il parco circolante (tutt’altro che recente e aggiornato in Italia) con modelli a basso impatto ambientale. Staremo a vedere quali saranno le scelte del Governo in merito alla proposta avanzata da Anfia nel corso degli Stati Generali dell’economia.

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