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Timo Glock pensa che per lui la Ferrari andrebbe squalificata

L’ex pilota di Formula 1 ci è andato giù pesante nei confronti del team di Maranello, reo secondo lui di aver barato

Timo Glock

L’accordo raggiunto da Ferrari e FIA sulla power unit del Cavallino è stato al centro del dibattito di questa settimana. Ora che l’avvio di questo strano campionato condizionato dal Coronavirus è sempre più vicina, continuano a divampare le polemiche. Non bastava l’aggregazione di ben sette team che si sono posti contro la Ferrari e la FIA, ora ci pensa anche Timo Glock.

L’ex pilota di Formula 1, di stanza in Toyota, Marussia, Virgin e Jordan, oggi commentatore della tedesca RTL ha parlato contro la Ferrari e contro la sua innocenza. Glock ha detto senza mezzi termini: “Chiunque non rispetta le regole della Formula 1, o le manipola in modo consapevole, dovrebbe essere subito estromesso e quindi squalificato. A mio modo di vedere non trovo altre opzioni possibili” lo ha dichiarato al sito ran.de. Sono molti quelli che si ricorderanno di Glock per il suo involontario ruolo in quel Gran Premio del Brasile che costò il Mondiale a Felipe Massa. Quindi ha anche aggiunto qualcosa contro il team principal della Scuderia, Mattia Binotto: “Il responsabile del team se ne dovrebbe andare. Era al corrente di ciò che succedeva nel suo team”.

Le ipotesi di Glock

L’attuale commentatore dei Gran Premi di Formula 1 per RTL ci è andato quindi giù pesante. Ha aggiunto anche che alcune voci sul fatto che “la Ferrari stesse barando” erano già sulla bocca di tutti durante la scorsa stagione di Formula 1. “Gli altri team avevano già chiesto chiarimenti sulla power unit Ferrari, quindi questa era apparsa improvvisamente più lenta del solito. Anche Verstappen aveva parlato pubblicamente della situazione denunciando quanto sospettava ad Abu Dhabi. Per la FIA non è stato l’ideale aver protratto le indagini fino a pochi giorni prima dell’avvio della nuova stagione di Formula 1” ha proseguito Timo Glock.

È chiaro quindi che Glock si è schierato dalla parte dei sette team che accusano Ferrari e FIA, tutti infatti miravano a una squalifica del team di Maranello. Magari puntando anche a importanti benefici di natura economica.