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Esperienza di guida condivisa: il sì degli automobilisti

Ok alla condivisione dei dati (in modo anonimo) laddove esista un vantaggio per la loro esperienza di guida. Lo dice una ricerca Leaseplan

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Esperienza di guida condivisa: il sì degli automobilisti. Purché ci sia un vantaggio per la loro esperienza di guida. Lo dice una ricerca LeasePlan. Che, in collaborazione con l’importante società di ricerca globale Ipsos, ha pubblicato oggi l’edizione relativa alla sezione Car Data and Privacy del proprio Mobility Monitor annuale. Un sondaggio internazionale che coinvolge oltre 4.000 conducenti in 16 Paesi e che prende in esame i problemi principali che affliggono i guidatori e l’industria automobilistica.

Cosa dice l’indagine

Quali i risultati principali dell’edizione Car Data and Privacy del Mobility Monitor?

  • Le preoccupazioni relative ai dati sono le più importanti per molti intervistati. Una maggioranza (53%) dimostra dubbi in merito a chi possegga i dati raccolti dal loro veicolo. Inoltre, il 52% si mostra preoccupato in merito ai dati personali lasciati nei veicoli una volta che questi sono stati restituiti. Mentre il 49% mostra dubbi relativi alla condivisione dei propri dati con terze parti
  • La grande maggioranza degli intervistati è disposta a condividere i dati (in modo anonimo) laddove esista un vantaggio per la loro esperienza di guida. Ciò è vero in particolare nel caso in cui i dati condivisi possano: ridurre la congestione del traffico e il tempo di percorrenza (il 70% degli intervistati è disposto a condividere), ridurre i costi di carburante e manutenzione (70%), ridurre le emissioni del veicolo (68%), o migliorare le prestazioni dell’auto (66%)
  • Tutto in anonimo, L’anonimato viene considerato un requisito fondamentale per i conducenti che condividono i propri dati. In tutti i casi sopra menzionati, circa la metà degli intervistati sarebbe disposta a condividere i dati del veicolo solo se il loro anonimato venisse preservato.

Secondo l’opinione di LeasePlan, i dati raccolti dai veicoli sempre più intelligenti non devono finire in una scatola nera controllata esclusivamente dall’azienda produttrice del veicolo. Al contrario, essi dovrebbero essere convogliati all’interno di ‘server neutri’. Questi server dovrebbero essere gestiti e finanziati non dall’azienda automobilistica, ma da un’entità indipendente.

Grazie all’utilizzo di un server neutro, i dati personali possono essere aggregati in forma anonima e utilizzati per migliorare l’esperienza di guida. Le autorità locali potrebbero utilizzare i dati dei veicoli per comprendere come affrontare il problema della congestione del traffico nelle loro città. Oppure per rendere più sicuri i cosiddetti ‘punti neri’ della rete viaria. Il requisito necessario è che il server neutro sia indipendente, controllato e in grado di garantire la privacy di tutti gli utenti.

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