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Acquisto automobile: come scelgono gli italiani

Un’indagine di Altroconsumo porta alla luce i parametri esaminati

Acquisto automobile

Tra l’automobilista e la propria auto si crea nel tempo un rapporto che va ben oltre il semplice legame “funzionale”. L’età media del parco circolante italiano, superiore alla media europea, testimonia come il ricambio avvenga di norma solo dopo parecchi anni di onorato servizio. Un motivo in più per scegliere con attenzione il marchio e il modello su cui investire i propri risparmi: poi fare dietrofront sarà impossibile…

Acquisto automobile in Italia: fotografia della situazione

Le misurazioni – che fanno riferimento a macchine aventi al massimo 10 anni – tracciano l’identikit dell’attuale situazione. Il primo “parametro guida” nell’acquisto dell’automobile nel nostro Paese è l’affidabilità, insieme alle necessità del nucleo familiare e, ovviamente, al prezzo di listino. Subito dietro i consumi (14 per cento) e il design.

A proposito dei consumi, il report dimostra che diversi conducenti rilevano una discrepanza tra i dati  comunicati dai costruttori e quelli riscontrati nel quotidiano. Sotto questo aspetto i più delusi sono i possessori di Smart e Land Rover.

Inoltre, dall’indagine emerge che la metà delle famiglie italiane è proprietaria di due auto. Nel complesso i diesel (43 per cento) superano i motori benzina (34 per cento), nonostante durante gli ultimi dodici mesi si sia verificata un’inversione di tendenza, mentre le auto ibride rimangono al 7 per cento, anche se si tratta di un mercato in via di sviluppo.

In un terzo dei casi le vetture esaminate hanno dai 3 ai 6 anni di vita, un quarto tra gli 8 e i 10 anni e per un altro quarto da 1 a 3 anni. Tra il popolo italiano (80 per cento) vige ancora l’abitudine di preferire l’acquisto di un’automobile nuova anziché usata. È comunque doveroso ricordare che ormai le stesse Case hanno programmi usato ufficiali, attraverso cui danno accesso a una selezione molto accurata di vetture certificate, con bassa anzianità, garantite a 2 o più anni e accompagnate dal certificato, attestante l’effettivo chilometraggio e la trasparenza della storia manutentiva pregressa.

L’affidabilità delle vetture

Non si tratta solamente di prendere in considerazione la bellezza estetica e le performance su strada. Che piaccia o meno, l’affidabilità del mezzo incide in maniera determinante sul valore complessivo di una macchina. Se il parametro viene posto in secondo piano il rischio concreto è di passare continuamente in officina, tra guasti, ricambi e revisione.

L’affidabilità delle automobili è stata considerata incrociando i dati forniti dal campione di intervistati ossia l’età della vettura, il numero di km percorsi e la quantità di guasti riportati, ponderati in maniera diversa a seconda della gravità della tipologia di guasto. Tra i casi più frequenti vi sono quelli attinenti alla componente elettrica, che hanno dunque riguardato le spie di controllo, i tergicristalli, gli alzacristalli elettrici, i fusibili, le lampadine la chiusura centralizzata e via dicendo.

Per tracciare un quadro su quali siano i brand più sicuri e capaci di dare maggiori soddisfazioni ai proprietari, Altroconsumo, insieme ad altre associazioni di consumatori europee (Belgio, Frangia, Portogallo e Spagna) ha coinvolto più di 43mila conducenti – di cui circa 13mila nostri connazionali – in un report pubblicato su Altroconsumo Inchieste di febbraio 2020. Le persone interpellate hanno risposto a un questionario, contenente quesiti tipo “L’auto dà problemi? Quante volte l’hai portata dal meccanico?” e a seconda del responso è stata redatta una classifica.

Il verdetto premia ancora il colosso nipponico Toyota: Lexus in primis, seguita da Toyota stessa (affidabilità 95, soddisfazione 84) e Daihatsu (affidabilità 95, soddisfazione 83), terze, ma anche Subaru, che, pur senza centrarlo, sfiora il podio (affidabilità 94, soddisfazione 86).

Promosse e bocciate

Ne esce bene dal sondaggio pure la multinazionale Volkswagen, forte dal successo di Porsche, al secondo posto in solitaria (affidabilità 96, soddisfazione 94), e di Audi, quarta (affidabilità 94, soddisfazione 85), come la Honda (affidabilità 94, soddisfazione 86).

Da loro dovrebbero evidentemente prendere esempio le Case italiane, confinate in fondo alla graduatoria: Lancia (affidabilità 89, soddisfazione 78), Fiat (affidabilità 89, soddisfazione 77) e Alfa Romeo (affidabilità 88, soddisfazione 83).

Se le prime due concludono la corsa in seconda posizione assieme ad Opel (affidabilità 89, soddisfazione 79), Seat (affidabilità 89, soddisfazione 79) e Chevrolet (affidabilità 97, soddisfazione 78), il Biscione veste la poco onorevole maglia nera, in coabitazione con Tesla (affidabilità 88, soddisfazione 93) e Land Rover (affidabilità 88, soddisfazione 84).

Acquisto automobile: il grado di soddisfazione

La graduatoria pubblicata da Altroconsumo, oltre a fornire una stima sull’affidabilità dei vari gruppi operanti nel settore dell’automotive, ha pure preso in considerazione il grado di soddisfazione dei guidatori. In linea di massima i voti assegnati sono piuttosto positivi: si va dal punteggio eccellente di Porsche (94) al poco più che discreto di Fiat (77), Lancia (78), Chevrolet (78) e Seat (79). Per quanto attiene invece al costo medio per la manutenzione del veicolo sostenuto dai guidatori nel 2019, al primo posto si issa ancora una volta Toyota, con appena 230 euro l’anno.

Simbolica medaglia d’argento alla Suzuki con 240 euro, mentre in terza posizione figurano pure Fiat e Lancia con 250 euro. In loro compagnia Dacia, Kia, Peugeot, Renault, Seat e Skoda. A centro classifica Alfa Romeo con 300 euro. A chiudere Land Rover con addirittura 550 euro, preceduta da Mercedes e Volvo con 400 euro, e Audi con 450 euro.

Le marche in cui si è ravvisato un numero di guasti elettrici oltre la media sono Alfa Romeo, Chevrolet, Citroen, Fiat, Lancia, Opel, Renault, Seat. Dopo i problemi di carattere elettrico, ad arrecare disagio è soprattutto il sistema frenante (circuito del liquido dei freni, tamburi, cilindro della pompa idraulica, ecc.), in particolare nelle auto Citroen, Fiat, Lancia, Opel e Volvo. Al terzo posto le parti elettriche collegate al motore (accensione elettronica, batteria, motorino di avviamento, antifurto elettronico, ecc.). In tal senso sono Alfa Romeo, Chevrolet, Opel e Seat le peggiori.