Sono stati ben quindici mila gli ordini in trentaquattro minuti. Xiaomi ha da poco presentato il restyling della SU7 e ha incassato l’equivalente di un trimestre di vendite nel tempo di una puntata di una serie TV. Il mercato cinese ha parlato chiaro senza troppi giri di parole.

Non è un facelift di facciata. Il frontale integra un radar millimetrico 4D con pulizia automatica delle telecamere, i cerchi forgiati da 21 pollici e gli specchietti oscurati completano un’identità visiva che non lascia spazio all’ambiguità. Dentro, i sedili anteriori hanno 18 regolazioni con massaggio, l’illuminazione ambientale è stratificata su più livelli e il tetto panoramico intelligente a doppia zona chiude il cerchio tra lusso dichiarato e tecnologia applicata. La livrea “Cabrio Blue”, riservata alla Max, è solo la ciliegina su una torta già molto elaborata.

La gamma si articola in tre allestimenti, con prezzi tra 219.900 e 303.900 yuan (circa 38.000 euro, ovviamente senza considerare tasse e posizionamento di prezzo occidentale), e il propulsore V6s Plus, con efficienza dichiarata al 94%, è trasversale a tutte le versioni. La Standard offre 720 km di autonomia CLTC, la Pro sale a 830, la Max arriva a 902. Numeri che suonano come una sfida, ma che vanno letti con la consapevolezza che il ciclo CLTC tende storicamente a essere generoso rispetto agli standard WLTP europei. Quanto generoso resta il punto interrogativo da tenere aperto.
La versione Max aggiunge un altro elemento dirompente, ovvero 670 km recuperati in 15 minuti grazie a una piattaforma a 897 volt. Una promessa che vale tanto quanto la rete infrastrutturale in grado di sostenerla, e quanto la durabilità delle celle sottoposte a cicli di ricarica così aggressivi nel lungo periodo. Domande legittime, che non tolgono nulla all’ambizione del progetto. Sull’accelerazione, 0-100 in 3,08 secondi e 265 km/h di velocità massima parlano da soli.
Sotto alla carrozzeria lavora il telaio Dragon Chassis, con quadrilatero all’anteriore, multilink al posteriore e molle ad aria dual-camera sulle versioni Pro e Max. L’assistente vocale Super XiaoAI gira su Snapdragon 8 di terza generazione, supportato da un coprocessore da 700 TOPS. Nove airbag e travi in acciaio ad alta resistenza completano un pacchetto sicurezza che non si limita alle specifiche di carta.

Xiaomi guarda già oltre, con il SUV sportivo YU7 GT in arrivo, 990 CV e 705 km di autonomia target CLTC. La prova decisiva sarà affrontare le normative europee, convincere un pubblico abituato ai cicli WLTP e trovare un’infrastruttura di ricarica ad alta tensione all’altezza delle promesse.
