Il ritmo di aggiornamento sembra poter raggiungere numeri impressionanti, come quelli degli smartphone. Appunto. E allora, benvenuti nell’era automobilistica di Xiaomi. La nuova SU7 ritoccata per il 2026 è ora disponibile per il preordine con prezzi che partono da 229.900 yuan (circa 28.200 euro) per la versione base, arrivando ai 309.900 yuan (quasi 40.000 euro) per la top di gamma. Rigorosamente in Cina.
Nonostante si noti un leggero rincaro di circa 1.200-1.700 euro, non è una furbata. Si tratta della classica strategia cinese dei prezzi di preordine “gonfiati” per premiare i primi clienti con il prezzo promo. Anzi, chi ha già ordinato il “vecchio” modello ha tempo fino al 10 gennaio per passare alla nuova versione senza sborsare un centesimo in più. Un vero affare, considerando che il lancio ufficiale è previsto per aprile.

Sotto una carrozzeria quasi identica, la SU7 ha subito un trapianto di organi massiccio. La batteria del modello standard è balzata a 752 volt, mentre la versione Max tocca ora gli 897 volt. Così, si ottiene una prestazione di ricarica sbalorditiva: in soli 15 minuti si recuperano ora 670 chilometri di autonomia (stando al ciclo CLTC), polverizzando i precedenti 510 km. Anche l’autonomia totale ne giova, con la versione Pro che arriva a ben 902 chilometri.
Inoltre, ora tutte le varianti sono “palestrate”. I vecchi motori lasciano il posto al nuovo V6s Plus. La versione a trazione posteriore sale a 320 CV, mentre la SU7 Max scatena ora la bellezza di 690 CV. Per scaricare a terra tanta foga, gli pneumatici posteriori si allargano a 265 mm e, sorpresa delle sorprese, le sospensioni pneumatiche a doppia camera con ammortizzatori adattivi diventano di serie su tutta la gamma.

Xiaomi ha ascoltato anche le critiche sulla sicurezza e sulla tecnologia. Ora tutte le versioni vantano sensori Lidar, una potenza di calcolo di 700 TOPS per la guida autonoma, un balzo enorme per la base, che ne aveva solo 84, e freni potenziati. Persino le serrature hanno ora un’alimentazione di emergenza dedicata, perché restare chiusi fuori dalla propria auto hi-tech non è decisamente elegante.
Con l’obiettivo di consegnare 550.000 veicoli quest’anno, Xiaomi non sta solo vendendo un’auto, sta cercando di farsi notore prima di, un giorno, fare davvero il cambio di passo europeo.
