C’è una Bugatti EB110 Super Sport che per quasi un quarto di secolo non era sul mercato, non era in un museo, non era da nessuna parte. Era semplicemente scomparsa. Adesso è tornata, ha 675 chilometri sul contachilometri ed è pronta per andare all’asta.
Per capire il peso di questa notizia bisogna tornare al 1992, quando la EB110 SS fu presentata al mondo come qualcosa che il mondo non si aspettava. Monoscocca in fibra di carbonio costruita da Aérospatiale, carrozzeria firmata Marcello Gandini, motore V12 a 60 valvole con quattro turbocompressori sviluppato da Paolo Stanzani, cambio a sei marce e 611 cavalli dichiarati. Lo 0-100 km/h in 3,14 secondi, la velocità massima a 350 km/h. Numeri che oggi farebbero ancora il loro effetto. Trent’anni fa erano semplicemente alieni. Abbastanza da attribuirle, non senza polemiche, il titolo di prima hypercar ad aver battuto la McLaren F1.

Ne furono costruiti 30 esemplari. Uno finì nelle mani di Michael Schumacher, in giallo, con un incidente annesso avvenuto poco dopo l’acquisto. Un altro, verniciato in Blu Bugatti, fu usato da Bugatti stessa come auto dimostrativa per la formazione dei concessionari, accumulando meno di 800 km prima di “sparire nel nulla” quando il marchio dichiarò bancarotta nel settembre del 1995.

Questa EB110 SS si trovava presso una concessionaria al momento del collasso. Non aveva completato i test di collaudo e controllo qualità. Non fu rintracciata quando la fabbrica chiuse. Nessuno sapeva dove fosse, e così rimase per quasi 25 anni.

Il ritrovamento è avvenuto a Monaco di Baviera. Nel novembre del 2019 l’esemplare è stato ispezionato e revisionato a Campogalliano, in Italia, dagli ex ingegneri Bugatti Federico Trombi e Gianni Sighinolfi presso la B Engineering, la realtà che conosce queste macchine meglio di chiunque altro. E dunque, la conferma: la vettura presenta condizioni coerenti con una vita trascorsa praticamente ferma.
Ora va all’asta il 16 maggio da Mecum Indy 2026. È probabilmente l’EB110 SS con il chilometraggio più basso esistente. Sperare che il prossimo proprietario la porti in strada ogni tanto è lecito.
