Il 2025 è andato meglio di qualsiasi anno precedente, e Lamborghini lo sa. Sant’Agata Bolognese ha chiuso con 3,2 miliardi di euro di fatturato e 10.747 auto consegnate, entrambi record assoluti. Con questi numeri in tasca, il toro scatenato affronta il 2026 con un’agenda fitta di appuntamenti e almeno due nuovi modelli all’orizzonte.
Nessuno dei due, però, andrà ad allargare una gamma che conta già tre vetture. Si tratterà quasi certamente di derivati di modelli esistenti. Il candidato più probabile è una Revuelto Roadster. Sono passati quasi tre anni dall’inizio della produzione della coupé V12 ammiraglia e la versione aperta latita ancora, un’assenza che comincia a pesare.

I debutti sono già in calendario: Goodwood Festival of Speed a luglio e Monterey Car Week ad agosto. Lamborghini, ovviamente, non conferma nulla e si rifugia nel comunicato istituzionale di rito.
L’altra novità potrebbe essere una Urus SE Performante, con powertrain V8 ibrido plug-in da oltre 800 CV combinati. La SE “normale” si ferma già a 789 CV, quindi l’asticella si alza ancora. Il primo SUV di Lamborghini compirà dieci anni nel 2027, e la seconda generazione, che avrebbe dovuto essere elettrica pura, è slittata a fine decennio come PHEV. Anche la Lanzador elettrica è stata cancellata in favore di un ibrido plug-in, e non arriverà nel 2026.

Sul fronte elettrico, la situazione è quanto meno curiosa. Meno di un mese fa l’amministratore delegato Stephan Winkelmann aveva liquidato i veicoli elettrici come un “hobby costoso” e una scelta “finanziariamente irresponsabile nei confronti di azionisti, clienti, dipendenti e loro famiglie”. Eppure, Lamborghini ha poi dichiarato ufficialmente che un modello completamente elettrico è ancora nei piani, con ogni probabilità dopo il 2030. Winkelmann non è uno che manda a dire, ma evidentemente la realtà industriale a lungo termine impone qualche compromesso.
Nel frattempo, la strategia è tenere alta la domanda sui V8 e V12 esistenti, allargarne l’appeal con nuove varianti, e difendere i record finché la transizione energetica diventerà praticamente obbligatoria.
