Volkswagen sfida Toyota con il suo primo full hybrid, ma con una soluzione tutta diversa

Volkswagen entra nel mondo full hybrid con una tecnologia pensata per ridurre consumi ed emissioni senza ricarica esterna.
Volkswagen full hybrid

Volkswagen introdurrà entro fine anno il suo primo sistema full hybrid non ricaricabile, una tecnologia che il marchio tedesco aveva finora lasciato ai concorrenti e che debutterà sulla nuova T-Roc con prime consegne previste all’inizio del 2027. Il powertrain, sviluppato in collaborazione con Schaeffler, sarà disponibile in due varianti da 136 e 170 CV, con coppie rispettivamente di 288 e 310 Nm, e dovrebbe estendersi in seguito ad altri modelli compatti del gruppo dotati di motore trasversale.

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Volkswagen prepara il suo primo full hybrid, ma non sarà come quello di Toyota

Volkswagen full hybrid

L’architettura si basa su un 1.5 TSI rivisitato in profondità, che conserva il ciclo Miller e il turbocompressore a geometria variabile ma abbandona la disattivazione dei cilindri a favore di due motori elettrici integrati nel sistema. La trasmissione tradizionale lascia il posto a un riduttore con frizione multidisco a gestione elettronica, capace di collegare o scollegare il motore termico dalle ruote anteriori in modo trasparente per il conducente. Una batteria agli ioni di litio da 1,6 kWh lordi, di cui 0,64 kWh effettivamente utilizzabili, è alloggiata sotto i sedili posteriori con raffreddamento a liquido, mentre il serbatoio della benzina scende a 40 litri per ragioni di ingombro.

La logica di funzionamento varia in base alla velocità e alla richiesta di potenza. Nei contesti urbani o a basso carico, il motore termico può spegnersi completamente per lasciare la trazione all’unità elettrica, che opera autonomamente fino a 55 km/h o sotto i 20 CV di richiesta. Quando la batteria necessita di ricarica o il conducente richiede maggiore energia, il 1.5 TSI si attiva per alimentare il generatore, mentre a velocità sostenute la frizione collega direttamente il quattro cilindri alle ruote anteriori per privilegiare l’efficienza in marcia costante.

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Volkswagen full hybrid

L’approccio si distingue dalla strada percorsa da Toyota perché parte dall’esperienza accumulata dal gruppo sui sistemi plug-in, mantenendo il collegamento meccanico diretto tra motore termico e ruote ma eliminando la necessità di ricarica esterna. Per un costruttore che ha edificato buona parte della propria identità sul diesel, l’arrivo di un full hybrid risponde alla pressione crescente delle normative europee sulla CO2 e alla domanda di una clientela che cerca consumi ridotti senza vincolarsi alla ricarica. La versione da 170 CV sarà la prima a raggiungere il mercato, con l’ambizione di risultare più efficiente degli attuali mild hybrid mantenendo costi inferiori rispetto ai plug-in.