L’ultimo esemplare della seconda generazione di Alpine A110, esattamente il numero 28.701, ha lasciato la linea di produzione di Dieppe. Nove anni di rinascita, chiusi con una cifra che difficilmente capita per caso. Ma mentre la storia di quel capitolo si chiude, Alpine ha già mostrato dove sta andando: si chiama A110 Future, ed è il prototipo che nasconde sotto la carrozzeria attuale la meccanica della prossima generazione.

La piattaforma è la APP, Alpine Performance Platform, la stessa che sta alla base della Renault 5 Turbo 3E, progettata come multi-energia ma destinata, almeno per il mercato europeo, alla sola propulsione elettrica. Qui, però, l’architettura si discosta da quella della Turbo 3E.

Niente batteria unica centrale e motori integrati nelle ruote: la nuova A110 adotterà due pacchi batteria cell-to-pack, uno davanti all’abitacolo, uno nella parte posteriore, con una distribuzione dei pesi 40/60 tra avantreno e retrotreno. Stessa filosofia del motore centrale-posteriore dell’attuale modello, tradotta in chiave elettrica.
Due motori sull’asse posteriore, carreggiata più larga rispetto alla generazione uscente, i parafanghi allargati del prototipo lo dicono chiaramente, e una posizione di guida che Alpine definisce vicina a quella di una monoposto di Formula 1. Telaio e sospensioni in alluminio per tenere sotto controllo un peso che, inevitabilmente, crescerà rispetto al modello attuale.

I numeri che circolano parlano di circa 480 CV, batteria da 70 kWh, peso attorno ai 1.400 kg. Sul fronte tecnologico, celle NMC con architettura a 800 V, inverter in carburo di silicio sull’asse posteriore e distribuzione della coppia a variazione continua. A rendere celebre la A110 non è mai stata la leggerezza, ma è questa la risposta più coerente che Alpine potesse dare al mercato.
Il debutto del prototipo A110 Future è fissato al Goodwood Festival of Speed 2026, in programma dal 9 al 12 luglio. La versione di produzione è attesa per il 2027. Difficile dire già adesso se 1.400 kg riusciranno a emozionare come ha fatto la scorsa generazione da circa 1.000 kg.
