La Russia produce ancora BMW, ma Monaco aveva chiuso tutto da anni

A Kaliningrad si producono ancora SUV BMW X5, X6 e X7 senza autorizzazione del costruttore: componenti prebellici, tecnologia del 2022.
stabilimento BMW in Russia

A Kaliningrad si producono ancora BMW. A quanto pare, tutto avviene, per così dire, senza il “permesso” di BMW stessa. Com’è possibile? Lo stabilimento Avtotor, dove fino al 2022 la casa bavarese assemblava regolarmente i suoi SUV, non si è fermato con il ritiro del marchio. La storia ha dell’incredibile.

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La fabbrica ha continuato a produrre X5, X6 e X7 usando i componenti rimasti in magazzino prima dell’invasione dell’Ucraina, assemblando vetture che portano il logo BMW senza che BMW abbia autorizzato nulla. Si tratta di una contraffazione industriale su quattro ruote, in piena regola.

stabilimento BMW in Russia

Tra il 2025 e il 2026 ne sono uscite oltre 145, vendute ad acquirenti facoltosi a partire da 11,9 milioni di rubli, circa 135mila euro. Cifre inferiori rispetto al mercato grigio, abbastanza da fare gola a chi vuole il marchio senza troppe domande. Il contratto pluridecennale con Avtotor era stato rescisso tre anni fa. Evidentemente qualcuno non ha ritenuto che la cosa lo riguardasse.

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Questi veicoli, pur riportando date di produzione odierne, conservano stile e tecnologia dei modelli 2022: tutto ciò che BMW ha introdotto con i restyling successivi, effettuati su X5, X6 e X7 tra il 2022 e il 2024, semplicemente non c’è. Le concessionarie russe lo presentano come un vantaggio: nessun aggiornamento remoto, nessuna centralina riprogrammabile da Monaco.

stabilimento BMW in Russia

Carolin Bachmann, portavoce del Gruppo BMW, ha dichiarato a Radio Free Europe che il costruttore ha già informato tutte le parti coinvolte, autorità pubbliche, rivenditori, potenziali clienti, chiarendo inequivocabilmente la propria posizione. La produzione, salvo nuovi fornitori, dovrebbe esaurirsi con i componenti rimasti.

Avtotor sembra aver già trovato soluzioni alternative: parti semplici come tubi e cablaggi arrivano da fornitori russi non identificati, e lo stabilimento ha persino avviato la produzione della X6 40d diesel, un modello che prima dell’invasione non aveva mai assemblato.

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Nel frattempo, le BMW continuano ad arrivare in Russia anche attraverso altri canali. Nel 2025, secondo i dati Avtostat, il marchio bavarese ha riconquistato il primo posto tra i brand premium stranieri nel paese, con migliaia di immatricolazioni alimentate dal mercato grigio via Cina e paesi neutrali.

La storia di Kaliningrad non è isolata. Nel 2022 quasi tutti i grandi costruttori occidentali si sono ritirati dalla Russia: Renault ha ceduto il 68% di AvtoVAZ per un rublo simbolico, Volkswagen ha abbandonato gli stabilimenti di Kaluga e Nizhny Novgorod, Mercedes ha ceduto le filiali alla rete Avtodom, Toyota ha lasciato San Pietroburgo senza indennizzo, Ford ha rivenduto la propria quota nella joint venture con Sollers per una cifra simbolica. Un esodo che ha tolto alla Russia 49 dei 60 marchi stranieri presenti.