Volkswagen prepara un maxi taglio alla gamma per investire di più nella tecnologia

Volkswagen ridurrà fino al 50% i modelli e al 75% la complessità dell’offerta entro il 2030 per contenere costi e investimenti.
Volkswagen, produzione

Volkswagen prepara una riduzione fino al 50 per cento della propria gamma, oggi composta da circa 150 modelli, e vuole diminuire del 75 per cento la complessità dell’offerta entro il 2030. Il piano interessa tutti i marchi e non prevede soltanto l’eliminazione delle vetture meno richieste, poiché interverrà anche sul numero di allestimenti, motorizzazioni e combinazioni disponibili. Le risorse liberate saranno concentrate su elettrificazione, software, intelligenza artificiale e prodotti capaci di generare volumi e margini più elevati.

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Volkswagen riduce la gamma e semplifica del 75% le configurazioni

Volkswagen, produzione

La semplificazione diventa particolarmente evidente osservando le possibilità di configurazione. Le oltre 2.300 varianti di sedili utilizzate attualmente dal gruppo dovrebbero scendere a circa 100, sostituendo molte scelte individuali con pacchetti più facili da produrre e ordinare. “Per restare competitivi a lungo termine dobbiamo ridurre il costo per veicolo”, ha dichiarato il direttore finanziario Arno Antlitz, collegando il riordino della gamma alla necessità di accorciare i processi e sfruttare maggiormente i componenti comuni.

Nel 2025 Volkswagen ha investito 34,4 miliardi di euro, dei quali 19,4 miliardi destinati alla ricerca e allo sviluppo nella divisione automobilistica. Gli investimenti hanno assorbito l’11,8 per cento dei ricavi, una quota che il costruttore considera difficilmente sostenibile nell’attuale situazione. Secondo Automobilwoche, la spesa per ciascun ciclo quinquennale potrebbe stabilizzarsi poco sopra i 130 miliardi, dopo i 180 miliardi previsti inizialmente per il periodo 2024-2028 e i circa 160 miliardi indicati successivamente per il 2026-2030. Quest’ultima riduzione non è stata ancora formalizzata dal gruppo.

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Volkswagen estenderà la condivisione delle basi tecniche tra i propri marchi, evitando di sviluppare separatamente architetture elettroniche e software destinati alle stesse funzioni. Werner Tietz, responsabile della ricerca e dello sviluppo, ha spiegato che una minore complessità e un maggiore impiego dell’intelligenza artificiale dovranno permettere di introdurre più innovazioni utilizzando meno risorse. La futura famiglia di elettriche urbane basata sulla piattaforma MEB+ offre già un esempio di questa impostazione, dato che i diversi modelli condivideranno più dell’80 per cento dei componenti conservando design e posizionamenti distinti.

fabbrica volkswagen

Volkswagen non ha pubblicato l’elenco delle auto destinate a scomparire. Golf, Tiguan, T-Roc, Passat e le principali elettriche dovrebbero mantenere un ruolo importante per il marchio Volkswagen, a differenza dei prodotti con volumi inferiori o sovrapposti ad altre proposte del gruppo. La Touran è già uscito di scena e la T-Roc Cabriolet si avvicina alla conclusione della produzione, ma l’eventuale cancellazione di ID.5 e Taigo resta per ora un’ipotesi riportata dalla stampa.

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Il programma adeguerà inoltre la capacità produttiva a circa nove milioni di vetture all’anno, rispetto ai dodici milioni per i quali Volkswagen aveva predisposto i propri impianti prima della pandemia. Le assegnazioni dei modelli e il futuro delle fabbriche meno utilizzate saranno decisi nelle prossime pianificazioni industriali, senza che al momento siano state confermate chiusure specifiche.