Volkswagen, cresce il malcontento dei dipendenti: “Comunicazione disastrosa”

I dipendenti Volkswagen criticano la comunicazione sui nuovi tagli e chiedono risposte sul futuro di cinque stabilimenti tedeschi.
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I dipendenti Volkswagen chiedono informazioni precise sul futuro degli stabilimenti e dei posti di lavoro, dopo che un sondaggio interno ha mostrato una forte preoccupazione per il nuovo piano di riduzione dei costi. La tensione accompagna l’assemblea straordinaria iniziata oggi, 25 agosto, a Wolfsburg, dove il CEO Oliver Blume incontra il personale per rispondere alle critiche raccolte dal consiglio di fabbrica.

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Volkswagen prepara nuovi tagli: cresce la preoccupazione nelle fabbriche

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L’indagine condotta online nella settimana precedente ha permesso ai lavoratori di indicare le proprie priorità e sostenere le osservazioni dei colleghi. I dipendenti accusano il consiglio di amministrazione di una “comunicazione disastrosa”, che avrebbe lasciato lavoratori e famiglie “inquieti e spaventati”. Le richieste riguardano soprattutto la stabilità dell’occupazione e la continuità dei programmi di pensionamento anticipato e uscita volontaria.

Le maggiori incertezze interessano Emden, Hannover, Neckarsulm, Osnabrück e Zwickau, perché il gruppo non ha ancora spiegato quali prodotti potranno sostenere l’attività di questi impianti nel prossimo decennio. Blume ha ammesso che, secondo le attuali previsioni, questi stabilimenti non raggiungeranno volumi produttivi sufficienti per restare competitivi dopo il 2030, precisando che Volkswagen non ha ancora deciso sulla chiusura degli stabilimenti.

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Il nuovo intervento sui costi nasce da una redditività inferiore al 4 per cento, considerata insufficiente dalla dirigenza per finanziare prodotti, tecnologie e fabbriche. Blume ha inoltre indicato spese generali superiori di più del 30 per cento rispetto a quelle dei concorrenti comparabili. Le indiscrezioni raccolte da Reuters descrivono un ridimensionamento che può arrivare a ulteriori 50.000 posti nel mondo, ma lo stesso amministratore delegato ha chiarito che questa cifra non costituisce un obiettivo già stabilito e serve soltanto a rappresentare l’ampiezza del risparmio richiesto.

oliver blume, volkswagen

Alle accuse di scarsa trasparenza, Blume ha risposto sostenendo che azienda e rappresentanti dei dipendenti ricevono aggiornamenti continui attraverso i canali interni e il confronto diretto. Nel colloquio pubblicato da Volkswagen ha ricordato gli incontri organizzati a luglio con i consigli di fabbrica tedeschi e internazionali, seguiti da comunicazioni rivolte alla dirigenza e al personale dei diversi siti. Il CEO ha comunque riconosciuto che il dialogo personale resta necessario in una fase segnata da decisioni ancora incomplete.

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L’assemblea di Wolfsburg apre una serie di nove incontri programmati negli stabilimenti tedeschi entro la fine di agosto. I lavoratori attendono soprattutto indicazioni sul carico produttivo futuro, perché l’assenza di nuovi modelli assegnati alimenta i timori anche senza una decisione formale sulle chiusure.