Il sito è online, i social sono pronti, ma le vendite, chiaramente, ancora no. Xiaomi ha lanciato il suo portale internazionale e i primi canali dedicati a Xiaomi Auto, con un messaggio inequivocabile: l’arrivo ufficiale in Europa è previsto per il 2027. Niente configuratore, niente prezzi locali, per ora è tutto una vetrina, per la verità, in costruzione con anni di anticipo. Questo dice già tutto sull’ambizione del progetto.
Sul sito compaiono la SU7, la SU7 Ultra, la YU7 GT, la Sky Nomad e il prototipo Vision Gran Turismo. Quali di questi modelli atterreranno effettivamente in Europa non è ancora confermato. Xiaomi non ha indicato né i paesi di primo lancio né una data precisa di inizio vendite, ha però aperto un canale dedicato per concessionari e potenziali partner distributivi. Significa che il progetto è entrato in una fase operativa, non più solo comunicativa.
La scelta di Monaco per il centro ricerca e sviluppo europeo è un segnale preciso. La Germania non è un mercato comodo: è esigente, affollato di marchi storici e poco incline alla simpatia verso chi arriva dall’esterno con un logo di smartphone sul cofano.
La strategia dichiarata suggerisce un approccio più cauto di quanto il tono dei comunicati lasci intendere. Omologare un’auto per l’UE non è come aggiornare un firmware: normative di sicurezza, protezione dei dati, adattamento dei sistemi, rete di assistenza. Tutto questo richiede anni, non mesi.
In Cina, la crescita di Xiaomi sta rallentando. A luglio ha consegnato 31.267 unità, il 9,99% in meno rispetto a giugno. Nei primi sette mesi del 2026 ha totalizzato 216.322 vetture, il 39% dell’obiettivo annuale di 550.000. Per chiudere l’anno in target servirebbe raddoppiare il ritmo di produzione mensile. In questo scenario, l’Europa è una valvola di sicurezza strategica.
Il SUV YU7 ha già superato la SU7 nelle vendite cinesi, 114.782 unità contro 101.540 tra gennaio e luglio. In un mercato europeo dominato dai crossover, questa proporzione potrebbe rivelarsi un vantaggio insperato. I costruttori del Vecchio Continente hanno ancora qualche mese per fare finta di niente.





