Volkswagen molla Osnabrück: lo stabilimento diventa una fabbrica per l’Iron Dome israeliano

Volkswagen cede lo stabilimento di Osnabrück: dentro il piano che porta Rafael e l’Iron Dome dove si produceva la T-Roc Cabriolet.
Volkswagen Osnabrück

Volkswagen lascia Osnabrück, al suo posto arriva Rafael, come si vociferava da tempo. Lo stabilimento che produceva la T-Roc Cabriolet, con 2.300 dipendenti per il più piccolo impianto Volkswagen della Bassa Sassonia, sta per cambiare pelle in modo radicale.

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Dopo le indiscrezioni WirtschaftsWoche, che citava fonti interne, Volkswagen ha confermato l’accordo. La Bassa Sassonia e il gruppo di investimento Aurelius rilevano il sito, aprendo la strada a Rafael Advanced Defense Systems, azienda israeliana di difesa, per avviare la produzione in loco.

Volkswagen Osnabrück

La storia di questo stabilimento era già intricata prima ancora che cambiasse proprietario. Nella versione originale del piano, Volkswagen avrebbe dovuto collaborare direttamente con Rafael per produrre camion militari e componenti del sistema Iron Dome.

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Il progetto è saltato a maggio: il Qatar, che detiene il 17% di Volkswagen attraverso la Qatar Investment Authority, ha esercitato un veto improvviso sulla cooperazione con l’azienda israeliana. Doha ha bloccato tutto. Così Wolfsburg ha trovato la via d’uscita laterale: cedere lo stabilimento, disimpegnarsi dal progetto, e lasciare che Rafael faccia da sola.

A Osnabrück non si produrranno i missili intercettori Tamir, quelli verranno realizzati altrove in Germania. Qui si assemblerebbero i componenti di supporto: lanciatori, veicoli pesanti per le batterie, generatori. L’infrastruttura logistica dell’Iron Dome, il sistema che intercetta razzi in arrivo prima della detonazione e che è destinato a entrare nell’iniziativa europea Sky Shield. Le prime indiscrezioni erano emerse a marzo sul Financial Times, la stima di avvio produzione parla di 12-18 mesi dall’approvazione formale.

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Il problema è la capacità. Rafael occuperebbe solo una porzione dello stabilimento. Per sostenere l’occupazione a lungo termine servono altri inquilini: KNDS, il gruppo franco-tedesco della difesa, è stato indicato come possibile utilizzatore. Rheinmetall ha ispezionato il sito ma avrebbe escluso l’acquisizione dell’intero impianto. Aurelius, specializzata in scorpori aziendali, cercherà di riempire gli spazi vuoti.

Volkswagen Osnabrück

Il governo della Bassa Sassonia ha già dimostrato di saper gestire situazioni simili: nel 2024 è intervenuto per salvare il cantiere navale Meyer Werft di Papenburg. Berlino è stata coinvolta nei negoziati ma non entrerà formalmente nella nuova struttura.

Resta sullo sfondo un peso che difficilmente si ignora. Volkswagen nacque nel 1937 come progetto del regime nazista. Durante la guerra, i suoi stabilimenti produssero la bomba volante V1 impiegando lavoro forzato. Quasi novant’anni dopo, lo stesso nome aziendale si trova, anche se indirettamente, anche se per un brevissimo tratto della catena, a fianco del sistema che difende le città israeliane (e non solo) dai razzi.

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