Ford aveva eliminato circa 7.000 posti di lavoro nel corso degli ultimi anni, strategia pensata per snellire l’azienda e ridurre la burocrazia. Oggi investe nuovamente negli specialisti, dopo aver riconosciuto che le competenze disponibili non erano sufficienti a prevenire e risolvere i problemi di qualità. Negli ultimi tre anni ha infatti rafforzato queste figure fino a contarne circa 350, ricorrendo ad assunzioni esterne e valorizzando personale interno.
Ford, dopo 7.000 tagli torna ad assumere ingegneri esperti
Il costo di questa ricostruzione non è stato quantificato, ma il cambiamento di direzione è evidente. Sotto la guida dell’allora amministratore delegato Jim Hackett, Ford aveva ridotto personale e livelli gerarchici per rendere l’organizzazione più agile. Ora cerca esperienza anche presso fornitori e concorrenti, con l’intento di individuare gli errori prima che raggiungano le fabbriche e i clienti. Il programma non equivale alla riassunzione dei 7.000 lavoratori coinvolti nei tagli, ma al recupero di capacità tecniche diventate nuovamente prioritarie.
Charles Poon, responsabile dell’ingegneria hardware dei veicoli, ha riconosciuto le carenze del precedente metodo di lavoro. Le conseguenze erano emerse con particolare forza nel 2023, durante l’introduzione del Super Duty riprogettato, quando numerosi difetti avevano imposto rallentamenti e verifiche manuali sui mezzi già costruiti, con un impatto economico indicato in circa un miliardo di dollari.
Gli specialisti soprannominati “Grey Beards” intervengono proprio nelle fasi in cui una correzione può evitare questi costi. Durante i collaudi di una nuova opzione per l’Explorer, per esempio, il gruppo di Samuel Matt ha scoperto un’anomalia nel sistema di chiusura manuale del portellone prima del lancio. L’analisi attraverso l’intelligenza artificiale continua ad affiancare il lavoro degli ingegneri, mentre i programmi di prova simulano fino a quindici anni o circa 362.000 chilometri di utilizzo.
Ford conquista il primo posto fra i marchi generalisti nell’Initial Quality Study 2026 di J.D. Power, che incrocia le segnalazioni dei proprietari con gli interventi in concessionaria nei primi novanta giorni. Il punteggio conta gli inconvenienti ogni cento vetture, dai guasti alle difficoltà nell’utilizzo dei comandi, e premia chi ne registra meno. Ford si ferma a 152, con F-150, Mustang e Super Duty che risultano inoltre primi nelle rispettive categorie.
In Europa, intanto, Ford prepara cinque nuove autovetture entro il 2029, secondo il piano illustrato a maggio. Fra queste figura un SUV compatto della famiglia Bronco, con produzione a Valencia dal 2028. Sono inoltre previste due elettriche sviluppate con Renault sulla piattaforma Ampere, la prima attesa nelle concessionarie all’inizio del 2028. L’accordo affida a Ford il disegno dei modelli e prevede uno sviluppo congiunto, mantenendo quindi un ruolo diretto dei suoi tecnici nei prossimi prodotti europei.






