Un’opera d’arte da oltre 600 ore di lavoro, due mesi in tutto per il risultato finale e tre persone impegnate. Questa Porsche 911 S del 1967 che non somiglia a nessun’altra 911 di quegli anni.
A metà degli anni Ottanta, l’artista americana Phyllis Yes si trova davanti a una coupé di Zuffenhausen riverniciata d’argento, non più rossa come alla consegna, ma già abbastanza bella da fermare lo sguardo. Quello che succede dopo è difficile da raccontare senza sembrare che si stia esagerando.
Yes applica del vero pizzo sulla carrozzeria, lo spruza di bianco con un aerografo, lo rimuove, poi aggiunge rosette di vernice acrilica direttamente dal tubetto, in rilievo, una per una, e chiude tutto con una vernice poliuretanica perlata. Il risultato è una 911 che sembra ricamata.
Il soprannome arriva da solo: Por-She, gioco di parole tra il marchio e “she”, lei. Yes lavora da anni a femminilizzare (per così dire) oggetti percepiti come territori esclusivamente maschili, e una sportiva tedesca degli anni Sessanta è un bersaglio perfetto.
La Por-She gira, viene esposta, arriva alla Bernice Steinbaum Gallery di New York, poi in tour negli Stati Uniti nel 1985. Nel 2013, alla Monterey Car Week, si aggiudica il premio “People’s Choice” al Legends of the Autobahn. Nel 2019 appare al The Quail. Nel mezzo, un restauro meccanico completo tra Oregon e anni 2012-2013 che va a toccare motore boxer da due litri, cambio e interni, con la verniciatura originale intatta, ritoccata solo dall’autrice. Nel 2010, l’auto viene venduta, l’importo non viene reso noto. Poi sparisce dalla circolazione pubblica.
Phyllis Yes ha ottantaquattro anni quando scopre che la Por-She è di nuovo in vendita su Bring a Trailer. L’asta sale a 170.000 dollari, a quel punto, invece di aspettare, Yes fa un’offerta diretta: 250.000 dollari, circa 230.000 euro, e chiude. Ottantamila dollari in più rispetto all’offerta più alta sul tavolo per una 911 molto speciale. È la mossa di chi vuole recuperare un’opera prima che qualcuno la riporti alla tinta originale.
Il piano dichiarato è portare la Por-She in un museo. Quello che è chiaro è che un’artista di ottantaquattro anni ha speso un quarto di milione di dollari per togliere una Porsche dalle mani sbagliate. È una storia di chi decide che certe cose non devono sparire.







