Tesla, primo trimestre 2026 complicato: tante auto invendute e segnali preoccupanti

Il primo trimestre di Tesla è stato molto complicato, con vendute al di sotto delle aspettative e tante auto invendute ferme nei parcheggi.
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Tesla si prepara a pubblicare i risultati del primo trimestre 2026 domani, 22 aprile, dopo la chiusura di Wall Street, in un contesto in cui i dati operativi già disponibili hanno ridimensionato parte delle aspettative che il mercato nutriva sull’inizio d’anno del gruppo.

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Tesla, vendite sotto le aspettative nel Q1 2026: tante auto invendute

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Le consegne trimestrali si sono fermate a 358.023 veicoli, al di sotto delle aspettative degli analisti che indicavano circa 365.645 unità, con una crescita del 6,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025 che risulta però gonfiata dal confronto con un trimestre penalizzato dagli stop produttivi legati al restyling della Model Y. Il dato che ha attirato maggiore attenzione è lo scarto tra produzione e consegne, con oltre 50.000 veicoli costruiti e non ancora venduti, un accumulo di stock che potrebbe segnalare una domanda meno solida di quanto suggerisca la crescita percentuale anno su anno.

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Il comparto stoccaggio energetico, che nei trimestri precedenti aveva funzionato da contrappeso alla pressione sul business automobilistico, ha rallentato in modo significativo. Tesla ha installato 8,8 GWh di sistemi di accumulo, in calo del 38 per cento rispetto ai 14,2 GWh del quarto trimestre 2025 e al di sotto delle stime degli analisti, che si collocavano in un intervallo compreso tra 12 e 14 GWh.

Sul piano finanziario, il consenso di mercato prevede ricavi attorno ai 22,3 miliardi di dollari, mentre la media delle stime raccolte dalla stessa Tesla si ferma a 21,4 miliardi, in entrambi i casi in miglioramento rispetto ai 19,34 miliardi di un anno fa ma in discesa rispetto ai 24,9 miliardi del trimestre precedente. Per l’utile adjusted per azione le attese si muovono tra 0,33 e 0,37 dollari, contro gli 0,27 del primo trimestre 2025.

elon musk tesla

Uno degli indicatori più osservati sarà il margine lordo della divisione auto, da tempo compresso dalla concorrenza di prezzo sui mercati principali e dalla politica commerciale aggressiva adottata dal gruppo per sostenere i volumi. Un’eventuale discesa sotto la soglia del 17 per cento aggraverebbe il quadro sulla redditività del segmento che genera ancora la maggior parte dei ricavi complessivi.

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Il management continua a orientare la narrativa verso robotaxi, guida autonoma e robot Optimus, ma la trimestrale del 22 aprile verrà letta soprattutto alla luce della capacità di Tesla di riassorbire lo stock accumulato, stabilizzare i margini sul venduto e riportare il segmento energia su livelli più vicini ai picchi del 2025. È su questi fronti operativi che il mercato misurerà la tenuta del gruppo nel breve periodo, indipendentemente dalle promesse sui programmi a più lungo termine.