Spende 100.000 dollari per un Cybertruck, ma lo restituisce a Tesla il giorno seguente

Un cliente di un Tesla Cybertruck decide di riportare indietro il pick-up dopo aver scoperto che era rimasto per mesi fermo all’aperto.
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Un cliente texano, Reza Soltani, avrebbe riportato il proprio Tesla Cybertruck al concessionario meno di 24 ore dopo averlo ritirato, dopo aver scoperto che il pick-up pagato quasi 100.000 dollari era stato prodotto circa quattro mesi prima della consegna ed era rimasto per tutto quel periodo parcheggiato all’aperto in un piazzale in attesa di acquirente.

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Tesla Cybertruck, la qualità lascia a desiderare: un cliente lo riporta indietro 24 ore dopo l’acquisto

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Secondo quanto riportato, l’acquisto si sarebbe svolto inizialmente senza particolari problematiche, con il pagamento completato e la consegna fissata in tempi rapidi. I problemi sarebbero emersi quando il proprietario ha approfondito la storia del veicolo e si è reso conto che il suo esemplare aveva trascorso mesi esposto a sole, polvere e intemperie prima di arrivargli tra le mani, una circostanza difficile da accettare per chi spende una cifra del genere aspettandosi un mezzo appena uscito dalla fabbrica.

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La questione non è soltanto estetica, perché la carrozzeria in acciaio inox del Cybertruck può risentire di un’esposizione prolungata agli agenti atmosferici sviluppando aloni e segni, e anche la batteria ad alta tensione, pur essendo gestita elettronicamente, non trae vantaggio da lunghi periodi di inattività in condizioni ambientali variabili.

Secondo gli analisti, Tesla avrebbe costruito più Cybertruck di quanti il mercato fosse in grado di assorbire, generando un accumulo di esemplari invenduti nei piazzali che rappresenta una situazione piuttosto insolita per un costruttore abituato a far ruotare rapidamente modelli come Model 3 e Model Y.

Tesla Cybertruck

Il Tesla Cybertruck ha beneficiato a lungo di un’enorme attenzione mediatica, soprattutto inizialmente, ma al debutto commerciale il listino si è rivelato sensibilmente superiore alle aspettative iniziali, con diverse configurazioni posizionate attorno o oltre i 100.000 dollari. Inoltre, già a poche settimane dal debutto sono emerse critiche ricorrenti sulla qualità costruttiva, sui richiami e sulla complessità complessiva del prodotto.

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A complicare ulteriormente il quadro c’è la svalutazione, perché diverse stime indicano che il Cybertruck sta perdendo valore a un ritmo molto più rapido rispetto alla maggior parte dei pick-up tradizionali già nel primo anno di vita. Dunque, chi investe una cifra vicina ai 100.000 dollari si aspetta di ricevere un veicolo nelle migliori condizioni possibili, e scoprire che il proprio esemplare è rimasto fermo per mesi in un parcheggio scoperto prima ancora di essere consegnato rischia di confermare proprio quei dubbi su affidabilità e gestione del prodotto che continuano ad accompagnare il pick-up elettrico di Tesla.