Elon Musk attacca l’industria auto europea: “Non innova abbastanza”

Secondo Elon Musk, l’industria automobilistica europea oggi sforna auto uguali a quelle di cinque anni fa.
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Elon Musk è tornato a criticare l’industria automobilistica europea in una recente intervista, sostenendo che i costruttori del continente continuano a muoversi troppo lentamente sul fronte dell’innovazione. Il CEO di Tesla ha affermato che molte auto europee attuali somigliano ancora troppo a quelle di cinque anni fa, senza differenze davvero sostanziali nella sostanza tecnica e nell’esperienza d’uso.

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Tesla, Elon Musk critica l’industria europea: “Le auto di oggi somigliano a quelle di cinque anni fa”

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L’accusa, rivolta all’industria europea nel suo insieme, è quella di essere rimasta troppo a lungo nella propria zona di comfort, rallentando l’introduzione di soluzioni nuove proprio nella fase in cui il mercato globale stava accelerando, anche e soprattutto per la spinta dei costruttori cinesi, oggi molto più rapidi nell’evoluzione delle piattaforme e nel rinnovo della gamma.

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Musk ha colto l’occasione anche per ribadire la propria visione sul futuro dell’automobile, confermando una convinzione che non ha mai sfumato. Per il fondatore di Tesla la direzione resta l’elettrico, una tecnologia che a suo giudizio è già superiore alla combustione interna su diversi piani, dall’efficienza alla semplicità di manutenzione fino alla qualità dell’esperienza a bordo. Secondo Musk, la vera trasformazione del settore sarà quella della guida autonoma, al punto che nel giro di una decina d’anni guidare un’auto nel modo tradizionale potrebbe diventare un’abitudine sempre più residuale.

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Le sue critiche, tuttavia, vanno lette anche tenendo conto del contesto in cui i costruttori europei si sono trovati a operare. Il quadro normativo nel continente è cambiato più volte negli ultimi anni, e la stessa Commissione europea nel dicembre 2025 ha proposto di rivedere la legge che avrebbe portato allo stop dei nuovi modelli termici dal 2035, riaprendo spazio a soluzioni come plug-in hybrid, range extender e carburanti a basse emissioni. I costruttori europei si sono insomma mossi in un ambiente regolatorio meno lineare di quanto spesso venga raccontato e i continui aggiustamenti legislativi non hanno favorito quella rapidità di esecuzione che Musk chiede con insistenza.

L’affondo arriva peraltro in un momento in cui anche Tesla si trova a fare i conti con un panorama competitivo molto diverso rispetto a quello di pochi anni fa, quando il vantaggio tecnologico e commerciale del marchio americano sul resto del mercato elettrico appariva ancora difficile da colmare.