La i20, per molti, stava benissimo com’era, ovvero piccola, onesta, senza troppe pretese. Poi Hyundai ha guardato i dati di vendita dei crossover e ha deciso che era ora di cambiare tutto.
Le immagini trapelate in rete della quarta generazione, anticipate, stando alle ricostruzioni più accreditate, proprio dai materiali promozionali legati alla sponsorizzazione Hyundai della Coppa del Mondo 2026, mostrano una vettura che con la i20 attuale condivide il nome e poco altro.

L’assetto è più alto, le protezioni laterali in nero opaco richiamano direttamente la Kona, la barra luminosa anteriore a tutta larghezza fa il paio con un trattamento analogo al posteriore, dove i fanali si distendono lungo il portellone con una soluzione già vista sulla Elantra. Siamo davanti a una hatchback di facciata con anima da crossover urbano. L’ennesimo, potremmo dire.
Gli interni confermano la direzione. La plancia è dominata da un display curvo che unifica quadro strumenti e infotainment in un unico elemento orizzontale. Rispetto alle soluzioni più estreme della famiglia Ioniq, l’abitacolo della nuova i20 appare più sobrio, quasi rassicurante. E i comandi fisici, per una volta, sono rimasti al loro posto.
Sul fronte delle dimensioni, Hyundai tace. Ma la linea del tetto più alta lascia presagire un miglioramento netto dello spazio per la testa, mentre le immagini del vano bagagli suggeriscono una capacità di carico superiore rispetto alla generazione uscente.

Sui powertrain, per ora, nessuna conferma ufficiale. I quattro cilindri benzina di consolidata esperienza resteranno quasi certamente disponibili nei mercati principali. Quel che è però plausibile, visto il trend incontrovertibile delle immatricolazioni ibride in Europa, è che la prossima i20 possa affiancare alla tecnologia mild-hybrid una vera opzione full-hybrid, un salto che la generazione attuale non ha mai compiuto.
La i20 è oggi venduta in Europa, India, Sudafrica e in diversi altri mercati. Con questa evoluzione, Hyundai sembra intenzionata a portarla anche negli Stati Uniti, dove la casa coreana raccoglie consensi crescenti.
