Quando Audi ha svelato la Nuvolari, la reazione del mondo si è divisa in due fronti abbastanza netti: chi ha applaudito l’audacia stilistica e chi ha storto il naso. Nessuno, però, si è spinto fino alla condanna unanime. Già questo, nel panorama delle supercar ibride degli ultimi anni, è quasi un buon risultato.
Il termine di paragone non manca. La Mercedes-AMG GT 4-Door Coupé è stata reputata esteticamente “irrecuperabile” da praticamente chiunque. La Ferrari Luce, invece, è diventata celebre soprattutto per i meme: paragonarla a un mouse Apple è uno dei commenti più gentili che le siano stati riservati. La Nuvolari, al confronto, ha persino conquistato qualche estimatore convinto.

Sul piano meccanico, 1.001 CV totali, ottenuti combinando un V8 biturbo da 4 litri con tre motori elettrici. Curiosamente, gli stessi 1.001 CV con cui Bugatti aveva annunciato la Veyron al mondo. La piattaforma ibrida riprende quella della Lamborghini Temerario, 907 CV nella versione di Sant’Agata, e la sviluppa ulteriormente, aggiungendo circa 80 CV.
Questa configurazione tornerà utile: con ogni probabilità sarà la base della futura Temerario EVO, mentre la Revuelto col suo V12 si avvia a superare la soglia dei 1.100 CV nel prossimo restyling.
Nel frattempo, la Nuvolari ha attirato l’attenzione anche di chi lavora nel design con un certo grado di credenziali. Mo Ismail, già Senior Creative Designer in Jeep dopo un’esperienza in Ram Trucks, e conosciuto come mo_aoun_ismail sui social, ha deciso di mettere mano virtualmente alla supercar tedesca.

Il risultato è una reinterpretazione in blu che lascia quasi invariati il frontale, con alcune piccole correzioni, e il profilo, intervenendo invece in modo deciso sulla coda, differenziando ulteriormente la Nuvolari dalla Temerario da cui deriva.

Ismail ha prodotto anche una versione racing X rally per Audi Sport, con livrea bianca, rossa e gialla e una lista di modifiche pensate per le competizioni, declinata in tre varianti distinte.
