Da chiarire immediatamente: un brevetto non è una promessa di produzione, è forse la possibilità di uno sviluppo in quella direzione. Una finestra aperta sul cervello degli ingegneri quando non devono ancora rispondere a nessun capo progetto. CarBuzz ha scovato negli archivi di Porsche qualcosa che farebbe sudare freddo qualsiasi responsabile di produzione.
Parliamo di un sistema ibrido che non sceglie tra EREV e plug-in, anzi li mette insieme, ci aggiunge un motore a combustione con due tipi di pistoni completamente diversi sulle bancate, e chiama tutto quanto “soluzione a basse emissioni”.

Il cuore dell’invenzione è un motore con disattivazione dei cilindri, concetto già rodato, ma qui Porsche spinge il ragionamento molto più in là. Gli ingegneri di Zuffenhausen propongono di costruire una delle due bancate in modo radicalmente diverso dall’altra: cuscinetti in ceramica per abbattere l’attrito, fasce elastiche ridotte al minimo, tutto ottimizzato per girare a vuoto nel modo più silenzioso e indolore possibile. Quella bancata, quando non serve, deve costare il meno possibile in termini energetici. L’altra bancata, quella “normale”, lavora con fasatura variabile e/o rapporto di compressione variabile, ed è quella che, all’occorrenza, manda coppia alle ruote.
Il sistema funzionerebbe in tre modalità distinte. Nella prima, quella elettrica pura, batteria e motori elettrici su entrambi gli assi fanno tutto il lavoro, quindi una guida da elettrica classica. Quando la carica scende, entra in scena la bancata “light”, che accende solo i suoi cilindri in modalità generazione, solo corrente per ricaricare il pacco batterie. Fin qui, un EREV classico. Poi c’è la terza modalità: tutti i cilindri accesi, trasmissione innestata, coppia alle ruote. Una Porsche che si comporta da Porsche, alimentata a benzina, come se nulla fosse cambiato.

In teoria, un sistema così accontenta chiunque, chi vuole l’autonomia elettrica, chi non rinuncia al rombo, chi deve fare i conti con le normative sulle emissioni sempre più stringenti. Il conto da pagare è salato. Tre powertrain nello stesso veicolo, motori elettrici, motore termico biconico, trasmissione meccanica, pacco batterie, significano un peso mostruoso, oltre che costi di produzione che trasformano il progetto in qualcosa di complicato da giustificare anche in fascia premium.
Porsche ha depositato il brevetto, e questo vuol dire che qualcuno ci ha pensato abbastanza a lungo da mettere tutto nero su bianco. Se diventerà mai un’auto reale è un’altra questione.
