Il boxer aspirato della 911 GT3 avrebbe i giorni contati. Sembra possa trattarsi di pura aritmetica normativa, fatto che fa più male di ogni altra cosa. Secondo MotorTrend, la prossima generazione della Porsche 911 GT3, attesa per il 2029 o 2030, adotterà per la prima volta un sistema turbocompresso. La ragione è che l’attuale unità aspirata non riesce a rispettare le normative sulle emissioni senza perdere ciò che la rende GT3. Porsche, evidentemente, ha scelto di salvare le prestazioni piuttosto che il dogma.
L’ipotesi tecnica più accreditata non punta alla configurazione T-Hybrid della Porsche 911 GTS, l’ibrido leggero pensato per un compromesso stradale, bensì a un boxer sei cilindri da 4 litri con doppio turbocompressore, derivato architetturalmente dal tre litri biturbo. Un motore che in altre declinazioni Porsche ha già dimostrato di saper essere brutale.
La serie 992 è nata a fine 2018, il facelift 992.2 è partito nel 2024 per il model year 2025. Nel 2027 il ciclo sarà esaurito, versioni speciali permettendo, e la nona generazione della 911 entrerà in scena. Con lei, l’addio definitivo all’aspirato nelle varianti performance. GT3 RS e derivati Manthey seguiranno la stessa rotta, tutto sovralimentato.
Qui si inserisce il lavoro di Andrei Avarvarii, artista CGI noto sui social come avarvarii, che ha collaborato con un’agenzia di stampa per immaginare visivamente la GT3 di nuova generazione. Il suo approccio dichiarato è quello di bilanciare la stirpe leggendaria della vettura con un’evoluzione aerodinamica aggressiva.
Il risultato è una silhouette che non rinnega Zuffenhausen ma la proietta in avanti con linee più taglienti, appendici più muscolose, un’identità che vuole anticipare senza tradire.
Riuscirà una GT3 turbo a replicare quell’esperienza sensoriale, il suono, la risposta, la connessione quasi fisica con il motore, che ha trasformato la versione aspirata in un oggetto di culto? Porsche ha già attraversato questa soglia con la 911 Turbo decenni fa, ma la GT3 non è mai stata una Turbo.


