Le case automobilistiche hanno passato qualche anno a fare i conti senza l’oste. Hanno deciso che il futuro era elettrico, che i motori a combustione interna erano roba da museo, e che i clienti avrebbero seguito docilmente. Porsche l’ha scoperto nel modo più scomodo possibile. Trasformare la Macan in un modello esclusivamente elettrico ha scatenato un putiferio, semplicemente perché alle persone era stato tolto il diritto di scegliere. Non la tecnologia in sé, ma la scelta. Dettaglio che evidentemente era sfuggito.
Stoccarda sta ora spendendo cifre considerevoli per sviluppare le prossime Porsche 718 in entrambe le versioni, elettrica e termico, e per affiancare alla Cayenne elettrica una variante a combustione interna.
Nel mezzo di questa corsa a rimettere le cose a posto, Porsche ha ancora il coraggio di immaginare qualcosa di davvero estremo? Qualcosa che non sia un compromesso ingegneristico travestito da sportiva?
David Scott Neal II, Chief Design Officer di Mozee Inc. e firma digitale dietro il profilo nemojunglist, evidentemente non ha aspettato la risposta ufficiale. Ha preso carta (digitale) e matita e ha immaginato una Porsche 911 GT1 Widebody R: non ufficiale, non commissionata. Un’auto da corsa omologata per la strada, che i circuiti li respira come aria.

Il contesto tecnico in cui questo render si inserisce è quello della 992, oggi alla seconda fase del suo ciclo vitale. La gamma è ampia e aggiornata: dalla Carrera GTS alla Turbo S, che con il suo trattamento ibrido tocca i 701 cavalli e diventa la Porsche 911 più potente mai prodotta in serie. La GTS T-Hybrid ha già rotto il ghiaccio dell’elettrificazione sulla 911, con risultati che, va detto, non hanno fatto rimpiangere nulla.

La GT1 Widebody R si colloca ben oltre tutto questo. È il tipo di progetto che non ha bisogno di giustificarsi con le normative Euro 7. Esiste perché qualcuno ha avuto il coraggio di chiedersi: e se Porsche smettesse di ragionare per un momento, e tornasse semplicemente a fare paura?
