Walter Wolf era il tipo di persona che, quando Porsche gli diceva no, non alzava il telefono per protestare, ma lo alzava per chiamare qualcun altro. Quell’altro, nel 1979, erano i fratelli Kremer.
La storia comincia pochi giorni dopo la 24 Ore di Le Mans di quell’anno, vinta dalla Porsche 935 K3 del team Kremer. Wolf, austriaco trapiantato in Canada, già miliardario grazie alle perforazioni petrolifere e già protagonista in Formula 1 con la sua scuderia, capace di vincere gare al debutto nel 1977, rimane folgorato da quella macchina. Vuole una K3 omologata per la strada, Porsche, saggiamente o meno, rifiuta. I Kremer, invece, accettano la sfida.
Ecco come nasce l’unica Porsche 935 Kremer K3 Le Mans stradale mai costruita. Un esemplare unico al mondo nel senso più letterale del termine, non nel senso annacquato in cui quella frase viene usata per vendere.

Chiamarla auto di serie è tecnicamente un insulto. Manfred Kremer ha dichiarato che il 98% dei componenti proviene direttamente dalla K3 da corsa, e il restante 2% dalla 930 Turbo serve essenzialmente a giustificare la targa. Il motore è un sei cilindri boxer biturbo da 2,85 litri che spinge 740 CV a 8.000 giri, più potente, in quell’anno, di qualsiasi monoposto di Formula 1. La carrozzeria è in kevlar, le sospensioni Bilstein sono state rialzate il minimo indispensabile per non raschiare sull’asfalto europeo, e il peso si ferma a 1.175 kg. In Autobahn (l’autostrada tedesca) ha toccato 338 km/h.

L’unica concessione alla vita reale è l’abitacolo. Sedili in pelle blu, aria condizionata e, su esplicita richiesta di Wolf, un impianto audio con 16 altoparlanti e doppi equalizzatori grafici.

Wolf percorre circa 10.000 km prima di cederla nel 1987. Da lì, la vettura attraversa alcune delle più importanti collezioni private europee, sparisce dai radar per anni, e oggi riemerge con un restauro da 150.000 euro firmato dalla stessa Kremer Racing. Il contachilometri segna 10.250 km totali. Oggi è in vendita presso la concessionaria tedesca Mechatronik. Il prezzo non è pubblico, probabilmente è meglio così.
