Porsche chiude il cerchio e sfida tutti sul riciclo totale delle batterie

Porsche e Cylib completano un ciclo di riciclo batterie end-to-end: materie prime recuperate per produrre nuove celle ad alte prestazioni.
Cylib, porsche, riciclo batterie

Porsche vuole riprendersi le sue batterie. Questa volta c’è un progetto pilota con risultati verificabili, una startup tedesca coinvolta e un obiettivo preciso: chiudere il ciclo, dall’ultima carica alla prima cella di una batteria nuova di zecca.

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La partner scelta è Cylib, azienda tedesca specializzata nel riciclo delle batterie al litio. Insieme hanno dimostrato che il processo funziona. Le materie prime estratte dalle batterie Porsche a fine vita, litio e cobalto in testa, elementi la cui estrazione dal terreno è costosa, energivora e ambientalmente discutibile, possono rientrare nella catena produttiva per realizzare nuove batterie ad alte prestazioni. Lo ha confermato la co-CEO e co-fondatrice di Cylib, Lilian Schwich.

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La riciclabilità dei materiali è solo metà della storia. L’altra metà si chiama qualità, e qui la questione si fa più sottile. Un cliente Porsche non compra un’auto economica e non accetterà batterie che si caricano lentamente, perdono capacità dopo due inverni o deludono nelle prestazioni. Materiali riciclati, infatti, non significa materiali di serie B: è questo il vero banco di prova del progetto.

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Se il processo venisse scalato abbastanza da coprire anche solo una parte della produzione di serie, i vantaggi sarebbero doppi. Da un lato, un ciclo dei materiali più chiuso e meno dipendente dall’estrazione globale, meno cobalto dalla Repubblica Democratica del Congo, meno litio estratto con metodi discutibili in Sudamerica. Dall’altro, una filiera più autonoma, meno esposta alle volatilità del mercato delle materie prime e alle tensioni geopolitiche che negli ultimi anni hanno reso complicato approvvigionarsi.

Cylib, porsche, riciclo batterie

Porsche non è nuova alle scommesse industriali coraggiose. L’eFuel sintetico su cui ha investito risorse considerevoli ha prodotto risultati finora molto lontani dall’impatto sperato. Questo progetto sulle batterie, però, è radicato in una tecnologia già matura, in un partner con competenze specifiche e in un incentivo economico concreto, dato che le materie prime costano, e recuperarle conviene.

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