Oltre 8 mila euro per non toccare un cavo: questa è, in sostanza, la proposta di Porsche per la Cayenne Electric. La ricarica wireless è finalmente disponibile come optional nel configuratore ufficiale, e costa 8.208 euro tra predisposizione veicolo (228 euro), base di ricarica (1.860 euro) e piastra a terra (6.120 euro). Una novità assoluta per un’elettrica di serie e una cifra che, diciamocelo, non tutti prenderanno con serenità.
La tecnologia in sé non è nuova. La ricarica induttiva la usiamo già da anni sugli smartphone, anche se con un’efficienza che raramente supera il 75%. La differenza è che la Cayenne, grazie alle sospensioni pneumatiche che abbassano l’assetto, promette un rendimento del 90%. Bastano pochi millimetri in meno tra piastra e suolo per fare la differenza. Il parcheggio deve essere esatto e il centraggio, neanche a dirlo, preciso. In cambio, niente wallbox, niente cavo, niente prese bagnate di pioggia o unte.
La potenza erogata è di 11 kW, non certo da fast charging, ma sufficiente per una ricarica notturna. Se questa tecnologia si diffondesse, ai semafori, nei parcheggi autostradali, nei centri commerciali, ricaricare l’auto diventerebbe più semplice che fare benzina. Ci si ferma, ci si parcheggia, si riparte.
Il costo rimane il nodo principale. Ottomila euro sono tanti, (forse) anche per chi può permettersi una Cayenne Electric. È però il meccanismo classico con cui le tecnologie di nicchia diventano standard: qualcuno paga il prezzo da pioniere, ammortizza gli investimenti iniziali delle case produttrici, e nel giro di qualche anno il resto del mercato ne beneficia a costo ridotto. Chi compra oggi la predisposizione wireless su una Cayenne starà probabilmente pensando anche alla rivendita.
BMW, Mercedes, Audi non sono lontane dall’offrire qualcosa di simile. Porsche ha mosso la prima pedina, con il consueto stile: funzione premium, prezzo premium, e i clienti che ringrazieranno per aver spianato la strada agli altri.





