La casa di Zuffenhausen ha completato la cessione della sua quota del 45% in Bugatti Rimac e del 20,6% in Rimac Group, mettendo la parola fine al suo capitolo nelle hypercar elettriche croate. Gli acquirenti delle quote di Porsche vedono adesso un consorzio guidato da HOF Capital, società d’investimento statunitense, con BlueFive Capital come finanziatore principale e una schiera di investitori istituzionali da entrambe le sponde dell’Atlantico. L’accordo era stato siglato ad aprile, le autorità regolatorie hanno poi fatto il loro corso.
Il controvalore dell’operazione si aggira intorno al miliardo di euro. Di questi, 250 milioni vengono dirottati direttamente a rafforzare gli obblighi pensionistici aziendali. Le priorità del momento: prima si mette in sicurezza la casa, poi si pensa alle avventure.
L’effetto sui conti è immediato. Porsche ha rivisto al rialzo le previsioni sul margine di flusso di cassa netto per l’intero esercizio 2026, portandolo al 5,5-7,5% rispetto al 3-5% indicato appena qualche mese fa nella semestrale. Quando una vendita sposta le previsioni di due punti percentuali, si chiama boccata d’ossigeno.
Bugatti Rimac era nata nel 2021 come joint venture tra Porsche e Rimac Group, con l’idea di fondere l’eredità delle hypercar di Bugatti con la tecnologia elettrica di Mate Rimac. Un matrimonio industrialmente sensato, costruito in un’epoca in cui l’elettrico sembrava la risposta a tutto. Rimac Group manterrà la sua quota del 55%, la parte di Porsche passa ora al nuovo consorzio, e il cerchio si chiude.
Mate Rimac si è detto soddisfatto, “Porsche è stata un partner prezioso”, e ora accumula cariche: resta CEO di Bugatti Rimac e aggiunge la presidenza di Bugatti Automobiles, che lascia Christophe Piochon. Al suo fianco come COO arriva Marko Brkljačić, ex numero due di Rimac Technology.
Il mese scorso Porsche aveva già ceduto MHP, la sua divisione di consulenza IT, a Tata Consultancy Services per 320 milioni di euro. Fuori tutto ciò che non è core, dentro liquidità e focus. Nel frattempo la casa madre Volkswagen porta avanti il suo Piano Futuro 2030, che prevede l’eliminazione di 100.000 posti di lavoro entro fine decennio, 50.000 dei quali approvati solo nelle ultime settimane.






